Rassegna Stampa

Roma-Inter, pareggio senza emozioni in un Olimpico semivuoto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-03-2014 - Ore 11:00

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Roma-Inter, pareggio senza emozioni in un Olimpico semivuoto

Brutto pareggio interno per la Roma. I giallorossi non riescono a battere una buona Inter e vedono allontanarsi la Juventus. Gli uomini di Garcia soffrono contro i nerazzurri e riescono a creare poche occasioni da gol mal sfruttate dai finalizzatori. La squadra è sembrata malconcia e nervosa: De Rossi sferra un pugno in area di rigore ad Icardi, non visto dall’arbitro, Benatia affossa lo stesso attaccante argentino ma Bergonzi sorvola. Nel primo tempo, dopo un buon inizio, nel quale Gervinho è protagonista di un tiro troppo debole e centrale ed una rete giustamente annullata per un fuorigioco di Destro, la formazione che crea più pericoli è quella di Mazzarri. Nessuna vera palla-gol per gli ospiti ma la pressione costante verso la porta di De Sanctis è evidente. Rudi Garcia non riesce a far fare il salto di qualità ed i suoi giocatori non hanno quel cambio passo che li ha caratterizzati per gran parte della stagione. Alcuni elementi determinante in queste prime 25 giornate non sono in condizione, soprattutto Strootman e Gervinho, sembrano spenti e stanchi. Ljajic è avulso dalla manovra romanista sia da esterno sinistro che da trequartista, il cambio con Pjanic è tardivo.

Il bosniaco è l’unico che cerca di dare la scossa alla squadra ed è quello che si procura le migliori occasioni, quando entra in campo a mezz’ora dalla fine. De Rossi è uno dei migliori in campo insieme a Romagnoli, che in fase difensiva è praticamente perfetto ed a Nainggolan, autore di una seconda frazione di gioco a dir poco sontuosa. Il belga regala spettacolo quando si libera di 3 uomini con un paio di acrobazie per poi scaricare il pallone a Pjanic, che tutto solo davanti a Handanovic, non trova di meglio che colpire centralmente. Bravo l’estremo difensore interista a deviare in corner, meno bravo il numero 15 romanista a non trovare l’angolo giusto per batterlo. L’altra occasione da gol dei giallorossi arriva da calcio d’angolo: cross di Strootman e testa del piccolo bosniaco, che finisce fuori di qualche metro. La gara si svolge molto a sprazzi; in alcuni casi sono i giallorossi a condurre la manovra, in altri gli ospiti vengono avanti in cerca di fortuna ma senza mai creare grossi problemi a De Sanctis, che per la diciassettesima volta in stagione, mantiene la porta inviolata ed anche stavolta senza compiere parate. La difesa è assolutamente promossa in blocco, con qualche nota di merito maggiore per Romagnoli, molto sicuro in copertura e Benatia, autentico leader difensivo. Torosidis, nel primo tempo, appare molto titubante e raramente si propone con convinzione in fase di spinta. L’assenza di Maicon si è fatta sentire molto, soprattutto perché quando il greco si è proposto di più, è stato un’autentica spina nel fianco per la retroguardia nerazzurra. Bene anche Castan, eccezion fatta per un paio di disimpegni eseguiti con troppa disinvoltura ed in un caso potevano costare molto caro, quando fa una brutta entrata su Icardi, nella quale meritava il giallo. Davanti, Destro non è stato servito a dovere e nelle uniche 2 circostanze in cui si è reso pericoloso, ha visto annullarsi per fuorigioco una rete e nell’altra circostanza, atterrare in area senza che l’arbitro sia intervenuto.

Da segnalare anche un pugno volontario di Juan Jesus a Romagnoli, sugli sviluppi di un calcio d’angolo e che avrebbe dovuto portare al rosso diretto ed all’assegnazione di un rigore per gli uomini di Garcia. Punteggio veramente pari sotto ogni aspetto: 2 rigori per parte non fischiati ed un’espulsione a squadra non concessa dall’arbitro Bergonzi, dimostratosi anche in questa occasione, non all’altezza di un match importante. Il rammarico tra i tifosi romanisti è molto grande poiché si è persa un’opportunità grandissima di mettere, nuovamente, pressione ai bianconeri e di avvicinarsi anche solo per 24 ore alla capolista. E’ vero che la Roma aveva 3 titolari fermi ai box, un Pjanic a mezzo servizio ed alcuni interpreti in non perfette condizioni ma vincere questa gara era fondamentale per tenere vive le speranze di scudetto e mantenere il distacco sul Napoli. Pure l’assenza di 30000 persone per squalifica ha influito, visto che avrebbero potuto dare un gran incoraggiamento alla squadra nei momenti di difficoltà. Se per una partita l’apporto del pubblico può non esser determinante, in match con squadre di medio-alto livello, i tifosi romanisti riescono a dare una marcia in più anche quando le energie non sono tantissime.

In chiusura, doverosi sono i complimenti ai supporters interisti che hanno esposto uno striscione in cui esprimono la massima solidarietà ai tifosi romanisti e hanno deciso di seguire l’incontro senza cantare. Una forma di protesta civile e condivisibile che si spera possa sensibilizzare le istituzioni calcistiche ad intervenire per permettere agli abbonati ed ai paganti di curve e distinti di vedere la partita della propria squadra, smettendo di punire i settori invece dei singoli responsabili di cori o striscioni incivili.

Fonte: Massimo de Caridi

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