Rassegna Stampa

Roma-Juve la saga infinita

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-01-2014 - Ore 07:55

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Roma-Juve la saga infinita

Il calcio, a volte, è anche questione d’interpretazioni, di verità rivelate e di altre sottese per inevitabile diplomazia. Roma-Juve ha tutto per essere una sfida di cartello, tranne una – la diremo tra un attimo – e che interpreta il differente stato d’animo con cui le due squadre vi si approcciano. Il lato nobile è chiaro: si incontrano le due regine del campionato (nonché macinatrici di record); la cornice di pubblico è così bella (poco meno di 60.000 persone) da sembrare quasi un reperto archeologico del nostro calcio; la vigilanza da parte dell’ordine pubblico è da match di cartello (quasi mille poliziotti e 800 steward); la Roma porta ancora addosso la cicatrice della fresca sconfitta in campionato (5 gennaio) e – oltre a puntare alla vittoria della Coppa Italia – vive la partita di stasera come se fosse una rivincita e per questo punterà sui giocatori migliori. E qui però veniamo al «ma», all’unica vera discrasia d’interpretazione che regala la vigilia. In casa bianconera il match non è visto come il replay di quello di campionato e così, al di là delle sensazioni che filtrano, a confermarlo è la formazione che Antonio Conte farà scendere in campo. Intendiamoci, sempre fortissima ma priva di alcuni titolari indiscussi, con Buffon, Llorrente, Tevez su tutti (ma anche Lichtsteiner e Asamoah). Come dire: se si perde nessuna (enorme) sorpresa; se si vince diventa un trionfo.

 Strootman-Pirlo A prescindere dalle formazioni, però, non c’è dubbio che ci si aspettano alcuni duelli stellari. Dato per scontato che la fonte principale del gioco juventino sia Pirlo, sembra che stavolta ad occuparsene in prima battuta non sarà solo Pjanic (come è accaduto a Torino tre setsettimane fa), ma possa uscire su di lui anche Strootman, facendo il cosiddetto elastico. Insomma, Garcia punta su una fisicità più intensa rispetto alla sfida di campionato, utile soprattutto se nessuna delle squadre dovesse allungarsi.

 Pjanic-Marchisio A differenza dei bianconeri, i giallorossi hanno almeno due ispiratori, cioè Pjanic e Totti. E se il capitano svarierà tra attacco e mediana, il bosniaco potrebbe avere spesso sulle sue zolle un tipetto come Marchisio, in grado sia di contrarlo che di fare inserirsi nelle ripartenze Anche questo, perciò, è un duello che sprizza qualità

Fonte: Gasport

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