Rassegna Stampa

Roma-Juve, scritte e cori della vergogna

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-05-2014 - Ore 08:42

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Roma-Juve, scritte e cori della vergogna

«Ciro boom!», «Daniele libero», «Daje Daniè». Eccoli gli striscioni della vergogna spuntati ieri nelle curve dello stadio Olimpico, dove si giocava Roma-Juve. Scritte a difesa dell’ultrà giallorosso, accusato di avere sparato al tifoso del Napoli prima della finale di Coppa Italia di dieci giorni fa, che sono apparse anche sui muri della città, spesso accompagnate da croci celtiche. Tanto che ora gli avvocati del supporter ferito, ancora ricoverato in gravissime condizioni al Gemelli, hanno annunciato che «chiederanno alla magistratura di adottare misure per tutelare l’incolumità di Ciro».

Nessuno scontro invece si è registrato fuori dallo stadio, blindato per il big match tra le prime due squadre del campionato, anche grazie al potenziamento delle forze dell’ordine in zona Foro Italico e ai percorsi modificati per i pullman degli ultrà bianconeri arrivati da Torino e da altre zone d’Italia. Solo cinque Daspo sono stati comminati a un gruppo di tifosi romanisti che aveva provato a infrangere le recinzioni della Tribuna Tevere. Problemi invece dal punto di vista del traffico con lunghe code sul Lungotevere, assediato dai veicoli in doppia fila.

Per il match, che era stato classificato al livello di massima allerta dall’Osservatorio per le manifestazioni sportive del Ministero dell’Interno, ieri pomeriggio la Prefettura aveva schierato migliaia di agenti e 686 steward per monitorare i circa 51mila tifosi che hanno riempito le gradinate dell’Olimpico. Erano stati predisposti presidi strategici delle forze dell’ordine anche nelle stazioni ferroviarie e della metro e ai caselli autostradali. E alla fine il sistema-sicurezza stavolta ha retto ed è stato scongiurato il rischio di un remake del film visto sabato scorso per Napoli-Fiorentina. Anche il percorso dei pullman era stato modificato per evitare di creare tensioni a Tor di Quinto, nello stesso punto in cui il 3marzo era esplosa la guerriglia tra tifosi.

PERCORSI CAMBIATI I pullman dei supporter juventini sono stati prudentemente dirottati in tre punti raccolta allestiti all’interno del Raccordo anulare: il parcheggio della stazione Tiburtina, quello di via Schiavonetti (zona Tor Vergata) e lo spiazzo di via Gigli, dietro Saxa Rubra. Da qui anziché passare per Ponte Milvio, i torpedoni degli ultrà sono stati deviati su via Flaminia, per poi proseguire su via di Vigna Stellutti, piazza Giuochi delfici e via Camilluccia. Sempre scortati dai blindati di polizia e carabinieri fin dentro i cancelli dell’Olimpico. Le uniche tensioni – per fortuna questa volta non fisiche – si sono registrate all’interno dello stadio: per tutto il primo tempo della gara contro la Juve i tifosi della Roma sono rimasti in silenzio e hanno intonato cori solo per offendere i napoletani («O Vesuvio lavali col fuoco» e «Odio Napoli») e le forze dell’ordine. Mentre già nelle prime ore della mattinata di ieri erano apparse in città alcune scritte a sostegno di Daniele De Santis, in particolare in via Ettore Rolli, zona Porta Portese, mentre sui muri di alcuni palazzi sono state trovate scritte anche contro Ciro Esposito.

GLI AVVOCATI Ora gli avvocati che difendono il giovane ferito si dicono pronti a «chiedere ai magistrati impegnati nelle indagini se ritengono opportuno adottare misure per tutelare l’incolumità di Ciro in ospedale». Ieri intanto, rende noto l’avvocato del tifoso, Angelo Pisani, «Ciro ha aperto gli occhi ed ha serrato le labbra per baciare la mamma Antonella. Anche se versa ancora in gravi condizioni, i timidi segnali di ripresa inducono i familiari ad un cauto ottimismo che speriamo possa essere confermato nelle prossime ore». Secondo i medici del Gemelli le condizioni del tifoso «non presentano sostanziali variazioni rispetto alla stabilizzazione raggiunta dei parametri vitali ». Il prossimo bollettino medico dovrebbe essere diramato nella giornata di domani. Ieri intanto è andata deserta la «colletta» organizzata dagli amici di De Santis al Bar Trifoglio per sostenere le spese legali dell’ex capo ultrà.

Fonte: IL MESSAGGERO - DE CICCO

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