Rassegna Stampa

Roma-Juventus è un romanzo d’autore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-08-2015 - Ore 08:00

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Roma-Juventus è un romanzo d’autore

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Roma una cosa è certa: quello che andrebbe in scena sarebbe calcio spettacolo. Lo garantiscono un po’ di fantasia, l’amore per la letteratura e, soprattutto, Silvano Calzini, milanese, 59 anni da compiersi dopodomani, autore delle ormai celebri «Figurine». Ovvero, gli scrittori raccontati attraverso le loro caratteristiche come «campioni del pallone». Un’idea geniale. Per questo, restringendo il campo, abbiamo chiesto a Calzini di giocare per noi Roma-Juve. Con questa premessa. «Calcio e letteratura hanno tanto in comune, a partire dalla capacità di suscitare sogni», spiega con saggezza l’autore di un libro ormai divenuto di culto. 
NATURALIZZATI Le formazioni le potete vedere qui sopra, ma la premessa occorre: «Gli scrittori sono schierati non solo per luogo di nascita, ma per formazione culturale. Così ad esempio nella Roma ci sono l’abruzzese Flaiano e il bolognese Pasolini, mentre nella Juve il romano Lucentini». Tenetevi forte, questa è la cronaca del match. «Parte subito forte la Roma che prende in mano il gioco grazie al suo favoloso trio di centrocampisti dai piedi buoni; Penna, Belli e Magrelli. La Juve subisce, arroccata intorno alla sua granitica difesa dove i due rocciosi centrali, Fenoglio un langarolo grande e grosso come un armadio, e Arpino spazzano tutto. Sulla destra Flaiano sembra in serata e dall’altra parte la velocità di Pasolini mette in crisi Lucentini che oltre tutto, essendo romano di nascita, è subissato di fischi. Poi al 26’ Primo Levi, il piccolo chimico del centrocampo bianconero, intercetta un pallone e avvia la manovra servendo Calvino che di prima lancia Soldati, cross al centro dove Faletti, sempre al posto giusto nel momento giusto come Pablito Rossi, mette in rete. La Roma subisce il colpo sul piano psicologico, ma si salva grazie a un paio di interventi prodigiosi di Trilussa che con le sue braccia smisurate da Tiramolla toglie il pallone dai piedi degli attaccanti bianconeri». 
LA RIMONTA «Il secondo tempo inizia al piccolo trotto. La Juventus con i languidi passaggi di Gozzano e il titic e titoc del precisino Calvino controlla. Finalmente si vede anche Brontolo Pavese che per tutto il primo tempo era rimasto come al suo solito in disparte imbronciato. Poi al 13’ c’è un pallone in area di rigore che i difensori juventini non si decidono a rinviare e su cui, sbucando da non si sa dove, si lancia Flaiano che con un guizzo felino dei suoi insacca: 1-1. Adesso la “maggica” vola sulle ali dell’entusiasmo trascinata dal suo capitano Belli che incita i compagni con “Daje”. E così cinque minuti dopo Pasolini semina il panico sulla sinistra, tocca a Moravia, che finta con la sua gamba più corta e fa secco prima Fenoglio e po Baricco in uscita, entrando in porta col pallone. Delirio totale. A questo punto però viene fuori l’orgoglio della Juve, che reagisce. Sui calci piazzati avanzano anche i difensori e Fenoglio sfiora il gol di testa. La difesa della Roma non è impenetrabile, anche perché Campanile ha sempre voglia di scherzare, Moccia se ne sta tre metri sopra il cielo e Dario Bellezza come al solito è svagato. A 6’ dal termine c’è un gran mischione in area giallorossa, Faletti all’altezza del dischetto del rigore spara a colpo sicuro, ma Ammanniti si immola e ribatte, il pallone però finisce sui piedi di Gozzano che, incredulo, insacca da due passi. Subito dopo, più pallido che mai, sviene per l’emozione. Non succede più niente e finisce 2-2». Impressioni? Partita bellissima. Ma salutiamo Calzini obbligati a estorcergli una professione di fede e un pronostico: «Sono milanista e secondo me finirà davvero in pareggio. La Juve non vince, rispetto all’anno scorso si è indebolita». Parola di scrittore. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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