Rassegna Stampa

Roma, la forza è l’esperienza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-08-2014 - Ore 08:20

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Roma, la forza è l’esperienza

De Sanctis, 37 anni, e Keita, 34, tranquillizzano Garcia a sette giorni dall’inizio del nuovo torneo: l’esperienza del portiere e la leadership del regista rendono la Roma meno fragile. E Iturbe, 21, aggiunge la spensieratezza che aiuta chi ha le gambe pesanti. Sudato e sofferto il successo di Atene, 2 a 1 contro l’Aek, ma comunque prezioso e indicativo. Il portiere sta bene, dopo l’intervento al braccio, e la sorpresa è piacevole, anche guardando alla Champions. I due neoacquisti già parlano la stessa lingua del gruppo. In difesa, però, preoccupa l’emergenza: senza Benatia e Castan in mezzo, senza Maicon a destra e con il dubbio di chi mettere a sinistra, il percorso momentaneamente si complica. De Rossi, da centrale, non convince. Non è in forma e spesso arriva in ritardo sul pallone. E fa fallo. Distratto Emanuelson e incerto Astori. Solo Torosidis è dignitoso.

Non è Champions -  L’Aek non è più la stessa avversaria di dodici anni fa: la Roma di Capello non riuscì, in due casi, a batterla. Senza Totti, ma con Batistuta e Montella (nel finale pure Cassano), qui non trovò il gol nella seconda gara della prima fase di Champions: 0 a 0, palo di Panucci e Guardiola in panchina. Ora gioca in se- conda divisione del campionato greco (la nostra B) dopo l’anno passato in terza, conseguenza del fallimento nel 2013. In panchina Traianos Dellas, classe ’76 ed ex difensore giallorosso dal 2002 al 2005. Il suo coetaneo Totti entrerà nella ripresa. Nel tridente titolare, con Iturbe a destra e Gervinho a sinistra, c’è Destro, centravanti sul mercato e in campo. Chi ci capisce è bravo.

Dietro si balla – Cinque parate di De Sanctis, e quattro pure complicate, nel primo quarto d’ora: Barbosa, l’ala destra, ci prova tre volte (due da vicino), il trequartista Mantalos in girata dentro l’area, il centravanti da un metro. Il reparto arretrato non tiene. E nemmeno il centrocampo fa filtro, anche se Keita cresce e Florenzi, assente Pjanic, sa come comportarsi. L’Aek, anche se il via in campionato ci sarà tra più di un mese (28 settembre), sembra già pronto. Di sicuro è più brillante della Roma. Garcia prende appunti per cambiare la storia del match. Chiede più movimento e ritmo, maggiore pazienza, attenzione difensiva sulle palle inattive. Stop al minuto 25: i gradi sono 29, l’arbitro ateniese concede due minuti di pausa per permettere ai giocatori delle due squadre di dissetarsi. Rallenta l’Aek e riappare la Roma. Iturbe di destro calcia a lato su appoggio di Gervinho e a fine recupero (48’) realizza su punizione il vantaggio (l’ Aek è in dieci: Manola a bordocampo): la palla passa in mezzo alla barriera che fa da sponda e inganna il portiere Anestis. Keita raddoppia Iturbe esulta dopo il gol di testa a inizio ripresa (7′) su punizione di Florenzi da destra. Cambi di Garcia per passare (per 10 minuti) dal 4-3-3 al 4-2-3-1: dentro Totti, Ljajic e Romagnoli per Iturbe, Gervinho e Astori. Florenzi avanza a sinistra, Destro si allarga sull’altra corsia e il capitano si piazza in mezzo con Ljajic alle spalle. Zoric e Ntounis sbagliano due gol grandi così. Romagnoli prende palla, ma Georgeas cade e l’arbitro concede il rigore. D’Acol spiazza De Sanctis (40′). A fine recupero, invasione di campo: Pappas nemmeno fa in tempo a chiudere il match.

Fonte: Il Messaggero

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