Rassegna Stampa

Roma, la Lupa non perde il vizio: quarta rimonta subita in 10 mesi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-08-2016 - Ore 19:34

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Roma, la Lupa non perde il vizio: quarta rimonta subita in 10 mesi

REPUBBLICA.IT – MONTI – PINCI - La lupa perde il pelo, cambia allenatori, ma il vizio, quello mai. La quarta rimonta subita negli ultimi dieci mesi ha portato Luciano Spalletti a denunciare un problema strutturale del suo organico: "Alla squadra manca la personalità". La fascia di capitano tolta a De Rossi, declassato in favore di Florenzi, e la scarsa duttilità nel cambiare sistema di gioco a gara in corso, sono soltanto alcuni degli elementi chiave dell'ennesima partita confusionaria dei giallorossi. Dell'ennesima "occasione sciupata".

QUARTA RIMONTA SUBITA IN DIECI MESI - "Non abbiamo il carattere dei lottatori, bastano due difficoltà per farci venire il braccino", la denuncia di Spalletti. Non è una novità per questo gruppo di calciatori, a cui il "braccino" viene spesso, e da tempo. A Cagliari non sono bastate le due reti di vantaggio alla squadra per prendersi la vittoria. Un film visto e rivisto a Trigoria: in dieci mesi soltanto, era la quarta volta che si verificava una situazione analoga, tutte rigorosamente in trasferta. Il peccato originale, la serata di Leverkusen: c'era Garcia in panchina, la Roma prima sotto 2-0 rimontò portandosi sul 2-4. Pareva fatta. Pareva, perché le bastarono 5 minuti per prendere 2 gol epareggiare 4-4. Scena riproiettata quasi identica sugli schermi di tutta Italia a gennaio: 3-3 col Chievo a Verona dopo essere stata avanti 3-1. Anche qui c'era Garcia, ma Spalletti pure conserva un ricordo analogo: stesso punteggio - 3-3 - con l'Atalanta. In quel caso, dopo essere stata avanti 2-0 a Bergamo rischiò persino di perderla 3-2, salvata all'85' da Totti. Il comune denominatore con la serata di ieri, il solito Borriello.

EQUILIBRIO TATTICO E DE ROSSI DECLASSATO - Ma se l'assenza di carattere dice tanto, non spiega abbastanza. Alla Roma di Cagliari è mancato pure un certo equilibrio tattico. Non sarebbe servito altrimenti ridisegnare la squadra a 25' dalla fine inserendo il rude difensore Fazio per un Perotti in apnea. Alla squadra serviva difendersi - e fin lì non è che ci fosse riuscita benissimo. Paradossalmente però sono serviti minuti e qualche urlaccio alla squadra per metabolizzare il trasferimento da una difesa a 4 a una a linea a 3 (o a 5): addirittura per un paio di minuti Vermaelen era scivolato sulla fascia e Bruno Peres avanzato a centrocampo, prima che la voce di Spalletti riportasse alle disposizioni ordinate dalla panchina. Distrazione? Forse: "Qui si sbagliano passaggi a 5 metri, normale andare in difficoltà". Magari pure l'umore di qualcuno non sarà dei migliori, dopo che l'allenatore ha traslato la fascia di capitano dal braccio di De Rossi a quello di Florenzi per il "codice interno" che punisce chi ha messo in difficoltà la squadra con un'espulsione sciocca (quella di Daniele contro il Porto). La responsabilizzazione dei singoli, per Spalletti, passa anche da qui. Altrimenti, non bisognerà sorprendersi di rivedere, a fine partita, un allenatore in ginocchio a picchiare disperato per terra, ai piedi di una squadra che continua a sbagliare.

Fonte: Repubblica.it - Monti - Pinci

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