Rassegna Stampa

Roma. la rissa è senza fine

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-12-2014 - Ore 08:12

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Roma. la rissa è senza fine

Tutto parte da Perotti (quattro giornate) che scalcia Holebas a palla lontana al 93’ di Genoa-Roma; si forma il capannello al fischio di Banti, Josè rincorre l’avversario, intervengono un po’ tutti per separarli. Lì vicino c’è Mazzoleni, a Genova come addizionale di gara: guarda, scruta e appunta quello che un po’ tutti stavano vedendo perché si era ancora in campo in quel momento, le due squadre si accingevano a tornare negli spogliatoi. Ciò che è accaduto nel tunnel è negli atti raccolti dalla Procura, che ha preso possesso dei referti (e supplementi di referto) di gara e ha ascoltato alcuni testimoni, tra questi lo steward che ha inguaiato Garcia (due giornate) e la Roma. Un teste è il coordinatore degli steward della “4 Any job”. Ecco la sua deposizione: «Al termine della gara, mentre insieme ai miei collaboratori tiravo fuori il tunnel di protezione dell’ingresso spogliatoi, venivo aggredito dal tecnico della Roma Rudi Garcia il quale strattonandomi provava a tirarmi uno schiaffo verso il viso, che schivavo senza essere colpito. Subito dopo il sig. Garcia veniva allontanato da persone li presenti.

Contemporaneamente un signore con addosso la tuta della Roma a me ignoto strattonava me ed un mio collaboratore, attingendoci anche con uno sputo che colpiva me stesso all’altezza del viso». Altri due stewards hanno confermato.

 

 

 

CHI HA SPUTATO? –  Vola di tutto dalla tribuna, le squadre hanno fretta di rientrare: monetine, sassi, sputi e bottigliette, una finisce sul braccio di Strootman, mentre Holebas lascia il campo rivolgendosi con un «gesto provocatorio e insultante» (dito medio, una giornata di squalifica) alla tifoseria del Genoa. Il gesto di Holebas non era refertato, la Procura ha chiesto un supplemento di referto (non è ammessa la prova tv e Chivu per lo stesso gesto ha preso solo una multa) e questo ha fatto infuriare la Roma. Il parapiglia ormai è deflagrato. Il tunnel non si allunga, le squadre entrano e succede il far west. Garcia, – racconta la Roma – sempre seguito a vista dal team manager Scaglia, ha fatto solo notare energicamente a uno steward che il tunnel doveva essere allungato in fretta. Nient’altro. Nessuno schiaffo, nessun tentativo. Altri, lì intorno, si davano più da fare, rispondendo alle varie provocazioni: Holebas e Strootman erano i più attivi tra i giocatori, tra i preparatori, invece, Rongoni e Chinnici. La Procura ha chiesto i cartellini dei giocatori per identificare chi, tra questi, ha sputato agli inservienti dello stadio. La Roma ha smesso di collaborare e si è rifiutata, non agevolando gli investigatori al riconoscimento. Il colpevole resta anonimo.

 

 

IL FULMINE A CIEL SERENO –  Garcia, a detta di molti, non si aspettava alcun provvedimento. Di quanto accaduto a Marassi non ne ha parlato né durante il viaggio di ritorno da Genova né il giorno dopo, prima di avere la certezza della squalifica. Rudi ha ritenuto normale ciò che è successo in quel tunnel di Marassi. Ieri il tecnico era infuriato, così come Baldissoni, a cui la Procura aveva riferito subito le accuse dello steward, chiedendogli una risposta. Il dg ha fatto notare subito che si trattava di una testimonianza non valida in quanto non rilasciata da un tesserato. Ecco perché la doppia querela e il ricorso d’urgenza per evitare le squalifiche di Garcia (sospensiva) e di Holebas (precedente Chivu, quindi multa). La Roma si sente accerchiata, si è portati a pensare che si possa muovere qualcosa contro la Roma. La Juve, dall’altra parte, comincia a mostrare i nervi: Allegri, per aver insultato l’arbitro a fine match con la Sampdoria, si becca un turno di stop (pure qui ricorso d’urgenza). E’ lo scudetto dei veleni, in questo l’Italia non cambierà mai

Fonte: il messaggero (A. Angeloni)

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