Rassegna Stampa

Roma, la rivoluzione parte dalla difesa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-05-2016 - Ore 07:41

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Roma, la rivoluzione parte dalla difesa

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Manolas non si può vendere (non conviene), e non è mica detto; Ruediger resta, anche questo non è affatto certo; Castan va a giocare, Maicon è a fine contratto, Gyomber e Torosidis saranno gestiti sul mercato, Digne va riscattato e non è semplice. Emerson e Zukanovic dovrebbero restare. Nella testa di Walter Sabatini c’è una convinzione rassicurante: è più facile sostituire un difensore che non un attaccante. Forse ha anche ragione, ma oggi come oggi, anche un buon centrale incide, vedi la Juve, che ha gli stessi difensori da cinque anni a questa parte. La Roma di Spalletti, per sua indole, punta a proporre gioco, quindi in teoria il difensore ha un senso relativo. Ma al di là delle filosofie calcistiche, tutte molto rispettabili, i numeri della Roma là dietro vanno migliorati: i giallorossi hanno chiuso il campionato con 41 reti subite, 21 più della Juventus, 9 più del Napoli, 3 più dell’Inter e solo uno in meno della Fiorentina. Numeri che comprendono il girone di andata con Rudi Garcia.

MISTERO CENTRALE - Rudi o Lucio, Là dietro si è continuato a subire gol con una certa costanza.Spalletti ad oggi non sa cosa sarà del suo reparto arretrato. Già sul portiere non ci sono certezze, ma male che vada uno forte ci sarà: l’allenatore ha manifestato la volontà di tenere Szczesny, ma non è semplice. Ad oggi Wojciech è il portiere dell’Arsenal. Alla Roma è arrivato il numero uno della Nazionale brasiliana, Alisson. Il secondo, anche se non ci sono certezze, dovrebbe essere De Sanctis (che non ha giocato un minuto nell’amichevole di Dubai). L’unica certezza è l’intramontabile Lobont, che ha strappato un altro contratto e che nelle ultime sue due apparizioni, a distanza di tre anni, ha preso 5 gol (uno è quello di Lulic nel derby del 26 maggio 2013, quattro sono quelli incassati dal Al Ahly). I centrali sono entrambi cedibili, perché entrambi forti: vendere Manolas, visti gli accordi con l’Olympiacos (la metà della cessione, se avverrà entro l’1 settembre, andrà ai greci), è poco conveniente e la Roma non ha grosse intenzioni di farlo (e infatti - è il diktat di Pallotta - gli verrà adeguato/rinnovato il contratto, di Pjanic invece non se ne parla).

ADEGUAMENTO OBBLIGATO - Se la Roma cedesse in prestito Manolas (al Chelsea) con diritto/obbligo di riscatto? Incasserebbe l’anno prossimo senza dover versare nulla ora ai greci. Un’eventualità. Che esiste, ma per ora non viene presa in considerazione. Ruediger è un discorso ben diverso: il tedesco ha mercato e la Roma sa che dalla sua cessione può monetizzare un bel po’. Il riscatto costa nove milioni, quattro sono stati versati lo scorso anno allo Stoccarda. Maicon va a scadenza, Digne va riscattato a costi più bassi. Caceres è praticamente preso. Su Ansaldi c’è la concorrenza di Inter e Juve. Emerson Palmieri pare abbia convinto, così come Zukanovic, considerati due dignitose alternative. Ecco i nomi che cominciano a circolare per la difesa: Gaspar e Manquillo (destri), Musacchio, Vida e Dragovic (centrali) Mario Rui, Adriano (sinistro) e via dicendo. E siamo all’inizio.

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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