Rassegna Stampa

Roma, lo scudetto si gioca fuori casa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-12-2014 - Ore 11:10

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Roma, lo scudetto si gioca fuori casa

Magari un po’ di buonumore tornerà a Rudi Garcia, nello scoprire che senza Keita e Gervinho la Roma sa vincere comunque. E sa farlo in trasferta, soprattutto. Perché gennaio è il mese dei viaggi, ancor prima del derby. È il mese senza i due africani in campo, è il mese che in maniera definitiva dirà se la Roma riuscirà ad arrivare allo scontro diretto con la Juventus (lunedì 2 marzo) a stretto contatto, senza aver perso troppo terreno. E allora buono a sapersi che, numeri alla mano, la squadra di Garcia ha fatto più punti fuori casa quando ha giocato senza i due africani: sei punti in due partite, due vittorie su due, il 50% di tutti i successi ottenuti fin qui in trasferta. Quando Keita e Gervinho sono scesi in campo, invece, sono arrivate due vittorie e due sconfitte, contro Napoli e Juventus. Resta fuori un pareggio, quello di Genova contro la Sampdoria, quando in campo c’era solo uno dei due africani (Keita era fuori per infortunio). 

CHE CALENDARIO L’equazione non è così scontata. Non vuol dire aver messo da parte all’improvviso tutte le preoccupazioni. Ma certo un po’ di conforto a Garcia deve regalarlo. E il tecnico francese ne ha bisogno, perché il calendario mette di fronte alla Roma una salita impegnativa, fatta di tre trasferte nelle prossime quattro partite. Derby a parte, la Roma riparte da Udine, poi avrà uno dopo l’altro i viaggi a Palermo e Firenze. Stramaccioni, Iachini e Montella, gennaio ha queste facce qui. Avversari scomodi, nella rincorsa alla Juventus. E lontano dall’Olimpico, lì dove la Roma in questo campionato ha dimostrato di soffrire parecchio. Non ingannino le ultime due vittorie — Atalanta e Genoa —, ci sono i numeri a ricordare che un anno fa, di questi tempi, la Roma viaggiava fuori casa a una media di oltre due punti a partita, 2,56 per l’esattezza. I 13 punti in sette partite di questo campionato, invece, equivalgono a una media di 1,86 ogni 90 minuti. 

SENZA RIFERIMENTI?  Velocità di crociera più bassa, quando il cielo non è quello di Roma. Problema di personalità? Di brillantezza fisica? Più facile credere che la squadra giallorossa abbia incontrato avversari più preparati, in questo campionato. Ma che allo stesso tempo abbia perso un po’ di imprevedibilità in fase offensiva. E allora chissà che, nonostante l’assenza di Gervinho e confidando nell’esplosione di Iturbe, Garcia non decida di riproporre l’attacco anti-Genoa, senza un preciso riferimento centrale. Perché neppure all’allenatore sarà sfuggito che quella contro la squadra di Gasperini è stata la migliore espressione della Roma fuori casa, n questo campionato. Udine è la prima tappa del 2015, anno che per Garcia è cominciato ieri, con la ripresa degli allenamenti a Trigoria. Dodici mesi fa il successo targato Bradley fu uno dei momenti più esaltanti della serie di dieci vittorie consecutive. Firenze invece valse la qualificazione matematica alla Champions League, con gol di Nainggolan. Il passato recente qualche ricordo dolce lo regala. Il presente però deve costruirlo la Roma, provando a innestare una marcia superiore fuori casa.

 

Fonte: La Gazzetta dello Sport – D. Stoppini

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