Rassegna Stampa

Roma malata, senza gambe e testa. Spalletti, un difensore a tutti i costi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-01-2016 - Ore 09:20

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Roma malata, senza gambe e testa. Spalletti, un difensore a tutti i costi

IL CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Alla Roma manca tanto, ma più di tutto manca il tempo. L’ultima giornata – con le vittorie di Napoli e Juve, più il desolante pareggio dei giallorossi contro il Verona – ha tolto le illusioni anche ai più ottimisti. L’obiettivo diventa il terzo posto, anche se non si può dire pubblicamente perché sarebbe l’ammissione del fallimento. Questa, secondo il presidente James Pallotta, era una squadra che doveva vincere lo scudetto a prescindere da chi la guidava. Una squadra così forte da non aver bisogno neppure dell’allenatore. La realtà è molto diversa. La Roma ha vinto una sola partita delle ultime undici e per trovare una striscia peggiore bisogna risalire alla stagione 2004- 2005, quella dei cinque allenatori, in cui la Roma si salvò aritmeticamente alla penultima giornata. Allora, tra il 2 febbraio e il 15 maggio, la Roma vinse una sola partita su 17, quella all’Olimpico contro il Livorno (3-0, il 20 febbraio). La Roma è malata. Si può discutere, semmai, chi sia il più malato al suo interno. Dzekonon segna su azione in campionato dal 30 agosto: era Roma-Juve, è passato un girone intero. Ci prova, partecipa alle azioni, contro il Verona è sembrato più integrato nelle azioni della squadra, ma il gol resta un miraggio. Chi lo conosce parla di carichi di allenamento non personalizzati sul suo fisico (192 centimetri per 80 chili) che gli hanno fatto perdere la brillantezza. Di sicuro la Roma è una squadra difficilissima da allenare: ha tanti giocatori «stagionati», alcuni hanno dovuto giocare sempre perché non hanno riserve all’altezza (Manolas, Digne, Nainggolan…), è passata da un preparatore atletico all’altro senza dare continuità al lavoro. Mohamed Salah non segna in campionato dal 25 ottobre (Fiorentina–Roma 1-2) e non riesce più a dare un contributo importante alla squadra dopo l’infortunio alla caviglia nel derby dell’8 novembre, quando fu steso da un intervento killer di Lulic. C’è anche un risvolto psicologico: il 25 gennaio arriverà la sentenza Uefa sul suo trasferimento estivo. L’ipotesi più accreditata è una multa al Chelsea, senza pene accessorie per il giocatore e per la Roma, ma nessuno può esserne sicuro al 100%. Sullo sfondo resta a questo punto il trasferimento di Gervinho in Cina. Qualunque sia l’eventuale sostituto, è meglio attendere almeno il 26. Leo Castan, con grande onestà, ha ammesso che la prova contro il Verona ha dato un esito molto negativo. Il brasiliano non è riuscito a ritornare ai suoi livelli. Avrebbe bisogno di giocare, per migliorare, ma la Roma non può permettersi di perdere altri punti. C’è l’ipotesi di un prestito in Brasile per i prossimi sei mesi. È una decisione da prendere in fretta e con la serietà che merita il brasiliano. Il discorso, purtroppo, rischia di riproporsi con KevinStrootman. Non è possibile che l’olandese, reduce da una doppia operazione al ginocchio, sia immediatamente al top. Quando rientrerà, la Roma potrà garantirgli il necessario rodaggio? Tutti questi problemi, aggiunti a una condizione fisica generale imbarazzante, come hanno dimostrato i secondo tempi contro Milan e Verona, influenzeranno il mercato. Perotti è in arrivo, nel giro che porterà Cerci al Genoa, ma Spalletti ha chiesto che, prima di altri movimenti in attacco, si pensi alla difesa. E, nella classifica delle emergenze, il difensore centrale ha superato il terzino destro.

Fonte: IL CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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