Rassegna Stampa

Roma, missione scudetto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-07-2014 - Ore 08:26

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Roma, missione scudetto

Le dimissioni di Antonio Conte hanno squassato la Juve. Un cambio di allenatore a luglio fomenta incognite, dubbi, cattivi pensieri. L’infortunio di Morata, acquisto juventino di maggior peso, sembra un ulteriore segno di avverso destino. Lo strapotere della Juve è finito? Il triennio magico non si trasformerà in un quadriennio? E poi la domanda chiave: se lo scudetto non resta a Torino, chi lo vince? Oggi come oggi la risposta non può che essere una: la Roma o il Napoli, e per dirla tutta più Roma che Napoli, sempre che il mercato non regali qualche colpo a sorpresa. La vera griglia di partenza l’avremo a trattative chiuse, ma l’impressione è che la Roma sia salita ad altezza Juve.

Il fattore principale La Juve ha chiuso lo scorso campionato con 17 punti di vantaggio sulla Roma, un’enormità. La Roma è stata in testa fino alla dodicesima giornata, poi si è consumato il sorpasso e ciao. A novembre è cominciata l’irresistibile escalation juventina, fino al più 17 conclusivo. Se si rimane fermi alla foto di maggio, non c’è discussione, ma siamo a luglio, sono successe delle cose, ed è lecito ritenere che il più 17 sia diventato irrealistico. La Juve ha cambiato allenatore, e che allenatore, la Roma no, e questo è il primo grande motivo di avvicinamento. Rudi Garcia non può che consolidarsi. Massimiliano Allegri, il successore di Conte, deve integrarsi ed è tutto da vedere che ci riesca in fretta e bene. Il fattore panchina può ridurre di molto il più 17, ci sta che la Juve immoli tanti punti sull’altare della grande mutazione di luglio. La squadra campione d’Italia con ogni probabilità varierà il sistema di gioco, non crediamo a un Allegri nel solco di Conte. La difesa a tre non fa parte dei suoi convincimenti, sarebbe un adattamento, anche se è vero che si diceva la stessa cosa nella prima estate di Conte alla Juve. Descritto come un talebano del 4-2-4, Conte ci mise niente a virare sul 3-5-2. Però Allegri non ci sembra il tipo di tecnico disposto ad abiurare le sue idee per il dio risultato. Garcia non ha di questi problemi, 4-3-3 era e 4-3-3 resterà, e i meccanismi non possono che migliorare. In questo senso Juve e Roma sono due ascensori, uno scende dall’alto e l’altro sale da sotto.

Il fattore fasce La Juve ha preso Evra e Morata, la Roma ha acquistato Iturbe, Cole e Keita. L’arrivo di Pereyra a Torino pareggerà quello di Ucan. Per ora siamo lì. La Roma però ha acquisito un potenziale devastante sulle fasce: Cole e Iturbe si aggiungono a Maicon e Gervinho, sempre che le bizze dell’ivoriano per l’aumento non si trasformino in un addio. Forse Garcia non li schiererà tutti e quattro assieme, ma l’accoppiata Iturbe-Gervinho è roba da motomondiale, e per questo il tecnico francese cerca un centravanti grande e grosso, uno che capitalizzi la prevedibile fioritura di cross e assist. A centrocampo va verificato il recupero di Strootman, nell’attesa fiducia a Nainggolan. In difesa la mancata cessione di Benatia – se così sarà – avrà la forza di un colpaccio in entrata. La Juve resisterà alle offertone per Vidal e/o Pogba?

Cifre e Champions Aspettando le rose definitive, si può scavare nelle cifre della scorsa stagione. E’ molto difficile, per non dire impossibile, che la Juve rimetta insieme 102 punti, con 33 vittorie in 38 gare. Certe imprese storiche non sono duplicabili all’istante. Poi i micro-numeri del 2013-2014 dicono che la Juve ha primeggiato, ma non in tutto. Alcuni parametri sono stati favorevoli ai giallorossi, come dimostra l’infografica in pagina. «Passaggi nella metà campo avversaria» è indicatore di baricentro alto: la Roma ne ha fatti di più. Anche «tiri totali», «dribbling e passaggi riusciti» e «contrasti vinti» sono stati appannaggio dei romanisti, seppure di poco. Dettagli minimi, quel che conta è l’esito finale, ma le cifre tecnico-tattiche – pure il vituperato possesso palla è stato romanista – danno sostanza ai ragionamenti. I 17 punti di distacco non spiegano tutto. Per la Roma il problema può essere la Champions, un anno fa l’Europa non c’era: come gestirà Garcia il doppio palcoscenico? Come si sdoppierà il 38enne Totti? Su questo terreno la Juve è più ferrata e abituata.

Fonte: GASPORT - VERNAZZA

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