Rassegna Stampa

Roma, non resta che attaccare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-11-2016 - Ore 07:04

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Roma, non resta che attaccare

IL MESSAGGERO - ANGELONI - Bella, molto bella da vedere. Anche se non sempre. Diciamo che la Roma, bella, lo è molto spesso, non a caso è seconda in classifica, sognando lo scudetto. La squadra di Spalletti tante volte è garanzia di spettacolo: 2,35 gol a partita non è una media che hanno tutti. In Europa solo Monaco (43) e Real Madrid (36) hanno fatto meglio. Il Barça di Messi, Suarez e Neymar ha prodotto come la Roma, 33 reti. Parliamo del top europeo, non di squadre qualsiasi. E’ il dato dei gol subiti a preoccupare, invece: solo cinque volte, nelle due competizioni fin qui giocate, ha finito senza incassare reti, Udinese, Astra, Crotone, Empoli e Bologna. In campionato, con le sedici reti incassate, delle prime cinque della classifica, ha fatto appena meglio solo del Milan (18), quindi peggio di Juve, Lazio e Atalanta, incassando una rete in più del Torino e del Napoli e addirittura cinque della Fiorentina. E’ chiaro che qualcosa non va e soprattutto dovrà essere registrato, non solo in vista del derby (laLazio ha un attacco pericoloso con Anderson, Immobile e Keita) ma soprattutto in funzione dello scudetto. Storicamente, la tendenza delle “vincenti”, è quella di avere una difesa capace di prendere pochi gol. La Roma di Spalletti era bella e offensiva anche nella sua prima èra (2005-2009). Si è confermata tale anche in questa seconda fase, mantenendo alta la media dei gol fatti, ma sempre poco convincente è quella delle reti incassate.

EDIN NON BASTA – Per stare tranquilli bisognerebbe segnare tre o quattro gol a partita, ma questo non è facile da chiedere, nemmeno a Dzeko che quest’anno non sbaglia un colpo, visto che ha già segnato dodici gol nelle quattordici di campionato (17 totali, considerando l’Europa League). Forse è questo il motivo per cui Lucio se la prende spesso con Edin, rimproverandogli che a volte non è cattivo su certe conclusioni: se lo fosse, appunto, segnerebbe cinquanta gol in una stagione e la Roma potrebbe incassarne anche due a partita senza problemi. Utopia. «Dobbiamo essere più concreti, non ci garba essere belli, bisogna essere vincenti», va ammettendo Spalletti,stanco di aver creato una Roma bella. Ora la vuole vincente, è tornato nella capitale per questo motivo. I due gol incassati contro il Pescara e le continue amnesie e i cali di concentrazioni evidenziati ultimamente, non lo fanno stare tranquillo. La Lazio che va ad affrontare domenica sarà ben diversa da quella sconfitta 4-1 nell’ultimo derby. La formazione di Inzaghi ha un attacco meno prolifico del suo, ma la difesa subisce meno. E’ più equilibrata, questo raccontano i numeri fino a questo momento. Ed è proprio quell’equilibrio la stella cometa della Roma, che propone calciatori offensivi anche nei terzini, prima con Peres e Florenzi, ora con il brasiliano più Emerson. Sarà difficile domenica vedere una coppia di esterni bassi così votati all’attacco. Sempre per quell’equilibrio di cui sopra. La stella cometa. La stella vincente.

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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