Rassegna Stampa

Roma, ora è la difesa al centro del villaggio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-02-2016 - Ore 07:03

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Roma, ora è la difesa al centro del villaggio

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - «E l’ultimo chiuda la porta», diceva alla fine di ogni puntata Patsy, l’assistente di Nick Carter nei mitici «cartoon» partoriti dalla fantasia di Bonvi e De Maria per «Gulp!», trasmissione cult degli anni Settanta. Ecco, l’impressione è che con Spalletti, rispetto all’inizio della stagione, la Roma stia davvero chiudendo la porta. Lo dicono le cifre, mentre dagli Usa il presidente Pallotta ribadisce come per la prossima stagione voglia rafforzare ulteriormente la difesa. 
MENO GOL L’allenatore toscano ha cominciato a lavorare molto sulla fase difensiva e in due partite di campionato della sua gestione (contro Sassuolo e Palermo) la rete di Szczesny è rimasta inviolata. Le medie infatti raccontano come i gol in Serie A subiti siano passati da 1,16 a 0,71, le reti in area da 0,84 a 0,71 e i tiri nello specchio da 4,22 a 3,86. Merito forse anche di una linea del fuorigioco più bassa (da 26,3 a 23,7 metri), senza contare il leggero miglioramento anche delle palle recuperate (da 58,74 a 59,43). 
MANOLAS E FLORENZI K.O. Ma oltre a una serie di allenamenti tattici specifici, sembra cambiato proprio l’approccio alla fase difensiva. Per questo non preoccupa neppure il virus influenzale che da due giorni ha colpito Manolas e Florenzi, che pure potrebbero recuperare per Empoli. Se a tutto questo si aggiungono anche le intenzioni presidenziali per il futuro, pare che l’ottimismo sia tornato di casa a Trigoria. «Dobbiamo rinforzare la difesa e punteremo in particolare su quel reparto. Ma non per carenze dell’organico attuale: per i contratti di prestito di chi è arrivato e per gli infortuni che abbiamo avuto». Insomma, attenzione alle posizioni di Rüdiger, Digne e (a malincuore) di Castan. E allora tornano le voci su Tonelli (che piace pure alla Fiorentina) e Benatia, che tornerebbe di corsa in giallorosso. 
ZECCA & CO. Logico, però, che il mercato passi soprattutto dal futuro di Sabatini. Di lui Pallotta ha detto: «Mi piacerebbe se restasse. Ha ancora un anno di contratto. Noi litighiamo spesso, ma subito dopo siamo amici come prima». Com’è noto, il d.s. ha già comunicato di pensare all’addio (dall’Inghilterra giunge voce di un interessamento del Chelsea per lui e Nainggolan, il tutto niente affatto confermato, anzi), ma l’ultima parola non è ancora detta. Ovvio che la Roma sia ambita e così ieri cominciavano a filtrare nomi di possibili successori. I più gettonati sono quelli di Paratici (ora alla Juve) e Carli (Empoli), senza contare le voci su Pierpaolo Marino e Filippo Fusco(entrmabi ex Napoli), Corvino (Bologna), e Branca (ex Inter), ma ufficialmente da tutti i fronti piovono smentite. Come si vede, profili diversi, alcuni più accentratori, altri votati più al gioco di squadra. Impressioni? Se Sabatini andrà via, non è escluso che continuerà ad orbitare intorno alla Roma, che comunque ha l’ambizione di volersi dare per il mercato una struttura più moderna, basata più sul collettivo che sulla filosofia dell’«uomo solo al comando». In questa ottica, a Boston sembra essere sempre più apprezzato il lavoro sottotraccia che svolge Alex Zecca, la cui esperienza di calcio internazionale sta sorprendendo molti addetti ai lavori [...]

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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