Rassegna Stampa

Roma, ora il nodo vero è Nainggolan

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-06-2016 - Ore 07:23

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Roma, ora il nodo vero è Nainggolan

GAZZETTA DELLO SPORT – PUGLIESE - Adesso la priorità per la Roma è una sola, cercare di tenere Radja Nainggolan a tutti i costi. Dopo la cessione di Pjanic, infatti, l’immagine del club e di James Pallotta di fronte alla tifoseria giallorossa ha vissuto un down abissale. Perdere anche Nainggolan sarebbe un colpo durissimo da assorbire, quasi impossibile. Il problema, però, è che il rischio c’è. Perché le cessioni programmate per sistemare i conti erano due (Pjanic, appunto, e Rüdiger, che oggi sarà operato al legamento crociato anteriore destro) e perché Nainggolan ha già chiesto un adeguamento di contratto, forte della proposta del Chelsea. Impressioni? È che ne possa nascere un lungo braccio di ferro tra giocatore e club. Sempre che non sia la Roma a risolvere il problema decidendo di sua sponte di cedere il centrocampista belga.

Braccio di ferro «L’interesse del Chelsea c’è, adesso tocca alla Roma fare la sua parte» è stato il monito che qualche giorno fa Nainggolan ha lanciato dal ritiro del Belgio. Un messaggio in codice per un aumento d’ingaggio. Oggi Radja guadagna 4 milioni di euro (bonus inclusi), vuole salire perché sa che potrebbe essere l’ultima occasione della sua carriera per ottimizzare i guadagni. Pallotta, però, ha dato mandato ai suoi di non cedere a nessuna richiesta di rinnovo, se non a quelle di Manolas (e Ljajic, ma qui il discorso è diverso andando in scadenza a giugno 2017). Come uscirne? Semplice, la Roma ha il coltello dalla parte del manico, visto che Nainggolan ha rinnovato appena 12 mesi fa ed ha un contratto fino al 2020, e può tranquillamente soprassedere ad ogni richiesta del belga. Ma come la prenderà Radja? Qui è il punto. Senza pensare che il Chelsea è pronto a ripresentarsi a breve alla porta della Roma con un’offerta più alta di quella precedente: 35 milioni più 5 di bonus, fino ad arrivare ai famosi 40 che Sabatini aveva chiesto nei primi contatti tra i due club. A quel punto la Roma resisterà? Forse sì...

IMMAGINE K.O. Pallotta ieri ha lasciato Roma con destinazione Londra, senza però voler rilasciare dichiarazioni ufficiali. Il presidente, però, non si può permettere ulteriori scivoloni a livello di immagine pubblica. La cessione di Pjanic l’ha messo in fortissima difficoltà con tutta la tifoseria («Per vincere ci vogliono i leoni, i campioni e non una banda di cog...i», lo striscione appeso venerdì notte a Trigoria), soprattutto in considerazione delle precedenti dichiarazioni. Perdere anche Nainggolan sarebbe una mazzata terrificante. Paradossalmente, poi, tutto ciò nel momento di maggiore incidenza di Pallotta nelle sue parentesi romane. Stavolta, infatti, il presidente giallorosso di cose efficaci ne ha fatte: gli incontri conn il ministro degli Interni Alfano e il prefetto di Roma Paola Basilone, il rinnovo di Francesco Totti e le mille riunioni programmatiche.

Spalletti e il mercato Tra l’altro, questo è un momento in cui anche Luciano Spalletti è lì che aspetta di vedere. E capire. Il tecnico non ha preso di buon grado la cessione di Pjanic, ma si aspetta che ci si fermi lì. Un eventuale addio anche a Nainggolan incrinerebbe il suo rapporto di fiducia con il club, mettendo anche a rischio il suo futuro in giallorosso. Fino ad oggi, infatti, la Roma non gli ha ancora offerto il rinnovo di contratto (quello attuale scade a giugno 2016), anche perché è lo stesso Spalletti che sta prendendo tempo, per capire che tipo di squadra gli verrà consegnata. La sostanza del suo pensiero è: «non mi interessa il contratto, mi interessa poter vincere». In attesa quindi di capire come accontentare l’allenatore, la Roma sta cercando di risolvere altre due pratiche, quella del portiere e del terzino sinistro: il rinnovo del prestito di Szczesny è sempre più vicino, l’arrivo di Mario Rui è di fatto chiuso (a 7 milioni), in attesa di capire che fine farà Digne. Infine la Roma ha manifestato interesse per Victor Lindelöf, 22 anni, difensore centrale svedese del Benfica. I portoghesi però chiedono circa 20 milioni, una cifra considerata troppo alta a Trigoria.

Fonte: Gazzetta dello Sport - A.Pugliese

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