Rassegna Stampa

Roma, ormai resta poco da dire. E Osvaldo è al capolinea

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-03-2013 - Ore 18:15

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Roma, ormai resta poco da dire. E Osvaldo è al capolinea

(repubblica.it – M.Pinci) Fine delle trasmissioni. La Roma si nasconde, chiudendosi in una Pasqua – di più, una settimana – di silenzio.Assoluto: lavorare sodo e senza parlare, il messaggio verso il derby di Trigoria ai suoi giocatori, tornati scollati, confusi, svogliati, almeno per un’ora: quella sufficiente al Palermo per seppellire le ambizioni di Champions. “Prepariamoci alla partita più importante di questo fine campionato”, ha ammonito il dg Baldini, quasi ammettendo che dopo il derby sarà già tempo di pianificare il prossimo. Ma contro la Lazio, tornata avanti di 3 punti, Andreazzoli dovrà rinunciare agli squalificati Piris e Osvaldo, diffidato e ammonito per un calcione da terra, superfluo quanto grave, a Morganella. Simbolicamente l’ultimo atto della sua avventura romana.

 

RESA ROMA: RESTA SOLO LA COPPA -
 Squalifiche e punti persi: chi sperava che il viaggio in Sicilia somigliasse a una scampagnata pasquale sarà rimasto deluso. E anche l’uscita di Lotito (“La Roma nata 27 anni dopo di noi e si trova in una condizione diversa”), per quanto gratuita, non ammette repliche. Non è ancora finito marzo eppure sembra già che la stagione non abbia più nulla da dire dalle parti di Trigoria, nonostante una semifinale di coppa Italia ancora da giocare. Andreazzoli ha già gettato la spugna: “Al terzo posto non ho mai creduto”. Perché dopo due mesi di lavoro Palermo ha abbattuto le certezze conquistate sin qui dal tecnico, interrompendone la serie di 5 risultati utili consecutivi (4 vittorie e un pareggio). E ne mina le forze in campo in vista della gara più sentita: Burdisso, disastroso in occasione dei due gol, non sembra in grado di dare sicurezza a una difesa in cui anche Castan non è andato meglio e che senza Piris dovrà augurarsi di recuperare il miglior Marquinhos – ancora non al meglio dopo la lesione muscolare al bicipite femorale – per evitare di doversi affidare al baby Romagnoli nella partita più sentita. E, pur ritrovando Pjanic e Destro, dovrà fare a meno di Osvaldo: la vera spina della Roma siciliana.

 

 


OSVALDO STORIA FINITA? “SOGNO IL REAL” - 
Fuori all’inizio per la terza volta consecutiva, è entrato in campo nervoso, agitato, quasi alla ricerca di un cartellino giallo arrivato dopo 17 minuti appena e che gli impedirà di giocare il derby. Proprio come un anno fa. Inaccettabile per chiunque, figurarsi per una Roma cui sembra quasi mancare l’ossigeno per arrivare a fine corsa. Forse il segno di come sul rapporto tra l’attaccante e il club stiano già scorrendo i titoli di coda. In fondo è lo stesso Osvaldo ad aprire a un addio, pur gonfiando decisamente troppo il proprio ego: “Giocare in squadre del calibro del Real Madrid è il sogno di ogni calciatore”. Se non altro, si ricorda di aggiungere che “prima di pensarci dovrò giocare tanto e bene con questa maglia, con la quale voglio vincere”. La coppa Italia, ad esempio, ultimo vero traguardo di una squadra che a marzo ha, per il terzo anno consecutivo, già riposto i propri sogni europei in un cassetto.

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