Rassegna Stampa

Roma, pochi gol e tante assenze. Contro l’Udinese parte già in salita

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-01-2015 - Ore 10:15

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Roma, pochi gol e tante assenze. Contro l’Udinese parte già in salita

Senza l’uomo che, parola di Garcia, entra nel 75%delle azioni decisive della Roma, tra gol e assist (Gervinho). Senza il miglior «parametro zero» del campionato (Keita), che sarebbe stato utile come il pane visto che ci sono tre diffidati a centrocampo nella gara prima del derby: De RossiNainggolan e Florenzi. Senza rinforzi immediati dal mercato di riparazione che finisce il 1° febbraio ma altrove ha già portato Cerci, Podolski e Gabbiadini. Il 2015 della Roma, a Udine, nella partita dei grandi vecchi Totti eDi Natale (237 gol contro 201 in serie A, ma il capitano giallorosso potrebbe partire dalla panchina per un problema al piede) è già una salita.

Sabatini è al lavoro su nomi futuribili (MendezPonce), i rinforzi del presente devono essere tre giocatori che, per motivi diversi, finora non hanno dato il contributo sperato: Destro (4 gol in 712’ ma anche una serie di mal di pancia alla Ibra) e Iturbe (un solo gol in 351’) in attacco, Strootman (61’ in campionato, 8 in Champions) a centrocampo. Rudi Garcia, come sempre, non ha dato notizie di formazione. Però è stato chiaro: «Di Gervinho e Keita in Coppa d’Africa si sapeva da inizio stagione, ma ho la fortuna di avere una rosa ampia. Sarà una possibilità per gli altri di mostrare la loro bravura. Iturbe è il profilo che si avvicina di più a quello di Gervinho, ma ho anche altre soluzioni e questa è la cosa più importante. Nelle ultime due gare (Genoa 1-0 e Milan 0-0; ndr) abbiamo segnato troppo poco e siamo stati poco efficaci. Io, comunque, preferisco 11 giocatori che possono segnare tutti piuttosto che uno solo che fa 20-25 gol ma che, se lo perdi a metà stagione, sei finito. Destro è allo stesso livello degli altri e avrà la possibilità di dimostrarlo. Se fa una stagione come la seconda parte della scorsa a me va benissimo». A sorpresa per chi lo ha molto criticato, Ljajic (6 gol e 3 assist in 834’) è passato da problema a esempio: «Gli altri giocatori offensivi devono prendersi più responsabilità. La strada giusta da seguire è Adem, che non ha aspettato che Gervinho se ne andasse per fare assist e segnare. Mi aspetto dagli altri la stessa cosa: prendere lo spazio che ha lasciato qualcun altro».

Fonte: Corsera

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