Rassegna Stampa

Roma, quante delusioni in Europa: solo tre vittorie nella gestione americana

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-09-2016 - Ore 16:18

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Roma, quante delusioni in Europa: solo tre vittorie nella gestione americana

REPUBBLICA.IT - MONTI - A certi cali di applicazione della Roma e alla difficoltà di chiudure cinicamente le gare nei momenti cruciali, ci è ormai abituato. Francesco Totti - vagamente amareggiato per non essere stato schierato da titolare e per non essere riuscito a sovvertire l'apatia della sua squadra (fermata 1-1 dal Viktoria Plzen) nell'esordio in Europa League - evita di commentare il deludente pareggio in Repubblica Ceca: "Dopo 25 anni che ve devo dì ancora...", il suo sfogo in mixed zone. Tradotto: siamo alle solite.

GOL SUBITO IN 32 DELLE ULTIME 33 GARE IN EUROPA - Evidente l'imbarazzo difensivo, specie in occasione del pareggio subito (poco attenta la marcatura di Juan Jesus e scarsa la reattività di Alisson sul palo di sua competenza). Allarmanti i numeri: almeno un gol subito in 32 delle ultime 33 gare disputate in campo internazionale dai giallorossi. Soltanto 3 vittorie nelle 23 gare disputate, tra Champions ed Europa League, dalla Roma-gestione-americana. Evidente anche la poca incisività nelle giocate di quegli elementi - vedi Iturbe, Fazio e Gerson - schierati in campo da Spalletti per cercare di convincere delle proprie reali qualità, a dispetto del poco minutaggio concesso fino a giovedì sera. "Rimandati", l'esito della loro prova. Ma è proprio l'atteggiamento della retroguardia a far accendere i campanelli d'allarme più acuti a Trigoria: "Dietro dobbiamo fare di più e avere maggiore tranquillità e personalità nel gestire determinate situazioni", l'analisi nel post-partita di Luciano Spalletti che, al ritorno dalla trasferta di Plzen, ha preteso che il gruppo passasse la notte a Trigoria, pronto per l'allenamento di questa mattina (in gruppo Vermaelen). 

SPALLETTI: "SIAMO PIGRI" - L'obiettivo è quello di registrare (e correggere) il prima possibile i malfunzionamenti dei meccanismi della linea arretrata, per conferire nuova sicurezza alla squadra in vista dei prossimi ravvicinati impegni. Una fragilità che potrebbe costituire la chiave per motivare le difficoltà nel gestire il risultato di vantaggio (3 volte da inizio stagione) e l'impressione di apatia e scarsa volontà di continuare a proporre la propria idea di calcio, una volta realizzato il primo gol. "Scivoliamo sulle bucce di banana", la lungimirante previsione di Walter Sabatini a pochi minuti dal fischio d'inizio. "Pigri", invece, la definizione nel post-partita concessa dall'allenatore giallorosso che, per la sfida di Firenze, sarà chiamato a disegnare un nuovo assetto tattico. Magari - proprio in funzione dell'elogio rivolto dalla sua viva voce al modo di affrontare il secondo tempo contro la Sampdoria - ricorrendo agli uomini decisivi della rimonta, Dzeko e Totti. Una coppia che, sebbene non sia riuscita a regalare i tre punti in Europa, ha comunque offerto le azioni più pericolose nel match. Dopo 25 anni di carriera, Totti non sa cosa dire per commentare il trend svogliato della sua squadra. Allo spogliatoio, però, proprio Walter Sabatini ha offerto un suggerimento da seguire al più presto e con forza: "E' difficile crescere all'ombra di Totti. La forbice tra quello che riesce a fare lui e gli altri è molto ampia: l'emulazione, però, è il segreto del calcio". Chi vuol capir, capisca.

Fonte: REPUBBLICA.IT-MONTI

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