Rassegna Stampa

«Roma riprenditi l’Olimpico»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-05-2015 - Ore 08:23

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«Roma riprenditi l’Olimpico»

La curva in festa si è vista un po’ troppo di rado nell’ultimo periodo e il rapporto squadra- tifosi si è incrinato, toccando il fondo con la contestazione del 19 marzo, dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Oggi si ritroveranno, dopo il turno di squalifica della Sud per gli striscioni contro la madre di Ciro Esposito. La Roma affronterà un Genoa in buona salute e, se Garcia sembra aver ritrovato il sorriso dopo aver sbattuto i pugni, altrettanto non si può dire per il pubblico romanista, perché il trend interno è sconfortante: i giallorossi hanno vinto solo 8 partite su 16 tra le mura amiche, pareggiandone 7 e perdendone una, contro la Samp.

C’è stato un brusco peggioramento nel girone di ritorno: conquistati la miseria di 7 punti in casa, contro i 13 fatti in trasferta. Quasi la metà. Urge cambiare marcia, perché 4 delle ultime 5 gare rimaste, derby compreso, la Roma le giocherà davanti al suo pubblico. Oggi il primo appuntamento, in un orario un po’ indigesto, ma non per la squadra di Garcia, che nei 13 precedenti giocati alle 12.30 ha avuto la meglio ben 8 volte e ha perso solo in un’occasione. «Però - sottolinea il tecnico - farà caldo e non sappiamo come staremo atleticamente noi, ma anche loro, perché siamo alla terza partita in una settimana. L’importante è che l’Olimpico torni ad essere una cassaforte. Se i tifosi sono dietro la squadra è sempre una forza in più, in una partita ci sono momenti alti e momenti bassi: soprattutto in questi ultimi dobbiamo essere uniti. Faccio un appello: venite in tanti e incoraggiateci».

Lui è stato il primo a dover fare i conti con una situazione difficile e il ko della Primavera nel derby in finale di Coppa Italia è un buon pretesto per parlare, in maniera meno esplicita, della sua squadra: «Quando va tutto bene, ti credi arrivato. Si può prendere esperienza anche dalle sconfitte, anzi, è così che si costruiscono le cose migliori». Dalle macerie del 26 maggio, per esempio. Adesso conta il presente, «siamo tutti concentrati sull’immediato: ci giochiamo la Champions». Parole che Garcia prende in prestito da Totti: «Lui ha usato parole da capitano, abbiamo lo stesso avviso su questo punto. Se serve, ribadisco serenamente che è un giocatore importantissimo per noi. Ma lo ha detto lui stesso, che inizi o non inizi la partita è lo stesso».

In rampa di lancio c’è Doumbia, che al primo tiro nello specchio ha fatto gol: «A Reggio Emilia siamo stati efficaci nelle "zone verità", ossia le due aree. Seydou ha preso i fischi alla prima gara, ma ora ha la forza di aver segnato un gol come solo un centravanti sa fare: un colpo di fucile di testa. Noi lo abbiamo preso per fare gol e col Sassuolo ha risposto. Certo, se portate qui Cristiano Ronaldo lo prendiamo, con i suoi 40 gol a stagione, ma se non hai un bomber è meglio avere 5-6 giocatori che fanno 5 gol a testa. I nostri attaccanti devono fare di più, sia a livello di reti sia di assist».

Altrimenti ci pensano i centrocampisti, in gol 14 volte, solo 4 in meno degli attaccanti attualmente presenti in rosa (Florenzi è un ibrido e non fa parte del conteggio). Pjanic è il più prolifico dei mediani, nonostante sia spesso sceso in campo con una caviglia malconcia: «Non ho mai forzato nessuno a giocare. Ora "Mire" è guarito». Keita no: «Ha fastidio al ginocchio, farò un punto con lui per valutare ogni rischio. I nostri medici e fisioterapisti fanno il massimo per curare i giocatori, è vero che quest’anno ci sono stati tanti problemi, ma non è il momento per parlarne». I conti si fanno alla fine.

 

Fonte: Il Tempo/E.Menghi

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