Rassegna Stampa

Roma, rotto il feeling con il tifo: striscione e insulti a Trigoria

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-12-2015 - Ore 07:24

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Roma, rotto il feeling con il tifo: striscione e insulti a Trigoria

IL CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Cinquanta chili di carote, recapitati da una cinquantina di tifosi, ed uno striscione che non ha bisogno di interpretazioni: «Buon appetito conigli». La prima contestazione dei sostenitori romanisti in questa stagione è arrivata dopo un trittico di partite, Bologna-Barcellona-Atalanta, in cui gli uomini di Garcia non solo hanno rimediato tre pessime figure e un solo punto (pareggio in Emilia), ma sono riusciti nell’impresa di allontanare ancora di più il pubblico dalla squadra.  Lo scenario visto durante la gara di tre giorni fa contro l’Atalanta, in cui dopo tanti anni dalle tribune si è tornati a sentire le voci dei calciatori e il rumore del pallone come se si giocasse a porte chiuse, è destinato a non rimanere isolato. Per la gara del 9 dicembre con il Bate Borisov, match fondamentale per i destini europei della squadra che si gioca l’accesso agli ottavi di finale di Champions League, per i conti della società e molto probabilmente anche per il futuro di Rudi Garciasulla panchina giallorossa, sono stati venduti appena 3000 biglietti. 
Il fatto che ieri Publitalia abbia ufficializzato la diretta in chiaro del match su Canale 5 non può essere una scusa, perché in passato per gare molto meno importanti si è andati vicini al tutto esaurito. È questo, più dei cinquanta chili di carote e della contestazione di alcuni appartenenti ai gruppi organizzati, il termometro di come tra la Roma, intesa come squadra, allenatore e società, e la sua gente si sia rotto qualcosa. Da Trigoria minimizzano e si interrogano sulle modalità di una protesta effettuata dopo l’ingresso nel centro sportivo dei calciatori (che hanno appreso tutto dai siti internet) e terminata prima della fine dell’allenamento, con i contestatori che se ne sono andati all’arrivo delle forze dell’ordine. 
Sicuramente questa proprietà si è trovata a fronteggiarne una molto più rumorosa dopo la finale di Coppa Italia persa il 26 maggio 2013 contro la Lazio: in quell’occasione, il giorno del raduno a piazzale Dino Viola si raccolsero molti più tifosi, che proseguirono a contestare anche nel ritiro di Riscone di Brunico due mesi dopo. Rudi Garcia, alla sua prima conferenza stampa ufficiale, li definì “laziali». In quel caso la medicina adottata dal tecnico francese fu di quelle che guariscono tutte le ferite, cioè cominciò a vincere. Dieci partite consecutive in campionato, che non bastarono a conquistare lo scudetto solamente perché l’antagonista era la Juventus dei record. 
Altre due durissime contestazioni hanno provocato una reazione da parte della squadra: nel 2000-01 dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia (contro l’Atalanta), arrivò lo scudetto mentre nel 2009-10 il sogno tricolore si infranse (dopo 18 vittorie e 6 pareggi) sulla Sampdoria che negò alla Roma di Ranieri (e Montali) una gioia meritata. 

Fonte: Il Corriere della Sera - Piacentini

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