Rassegna Stampa

Roma-Sassuolo, pari in extremis col cuore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-12-2014 - Ore 10:15

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Roma-Sassuolo, pari in extremis col cuore

Persa totalmente la ragione, è risultato decisivo il sentimento per permettere alla Roma di raggiungere il pareggio a tempo scaduto all’Olimpico con il Sassuolo. Alla rincorsa della Juventus capolista, Garcia decide comunque di gestire le risorse in vista dell’imminente incontro di Champions League con il Manchester City. Spazio quindi alle scelte conservative. Florenzi prende il posto di Maicon sull’esterno di destra, Strootman torna titolare a 9 mesi dall’infortunio, mentre il tridente offensivo viene affidato a Ljajic-Destro-Iturbe. Con ritmo lento e compassato scorre il primo quarto d’ora, squarciato poi all’improvviso. Yanga Mbiwa appoggia comodamente a De Sanctis, che con troppa calma e leggerezza rinvia sulla gamba di Zaza andato in pressing dopo una corsa di 50 metri: rimpallo sfortunato e palla sotto la traversa. Un colpo tramortente che gela l’Olimpico e scuote negativamente i giallorossi. Neanche il tempo di riordinare le idee, che il pasticcio è servito. Il centrocampo romanista non filtra, i due centrali difensivi sono troppo lontani e la palla in profondità di Missiroli imbecca Zaza libero di beffare nuovamente De Sanctis con un destro secco e potente. Per dirla alla Totti un destro-sinistro degno del miglior Tyson, capace di spegnere la testa dei giallorossi e montare lo sgomento sugli spalti, La curva sud per prima riprende la voce lanciando l’assalto alla disperata verso l’area del Sassuolo, pronto a difendersi e ripartire in contropiede. Ljajic suona la carica colpendo Consigli, Destro cicca due volte il pallone di testa appena prima che Holebas colpisca di potenza la traversa. All’assalto a Fort Apache sbatte contro il muro neroverde, che regge tutto il primo tempo.

Per ricordarla come una serata più storta del previsto basta aspettare 5 minuti della ripresa: con la squadra bilanciata in attacco, De Rossi da ultimo uomo prova un improbabile dribbling su Zaza non accorgendosi dell’arrivo di Berardi che lo anticipa lanciandosi verso la porta. Il numero 16 lo aggancia per la maglia: secondo giallo sacrosanto e Roma in inferiorità numerica. Le forze in campo sembrano diminuire quanto la voglia nel credere di poter riprendere la partita. Un miracolo di De Sanctis su Berardi evita che il passivo diventi ancora più pesante, Gervinho e Nainggolan prendono il posto di uno spaesato Iturbe e di uno Strootman ancora lontano da una forma accettabile. Di Francesco chiama alla calma e il suo Sassuolo sembra amministrare senza problemi. Almeno fino al 78′, quando uno squillo di Gervinho consente alla Roma di conquistare il calcio di rigore a causa di un tocco di mano in area di Vrsaljko. Ljajic dal dischetto riaccendi gli animi dei 39.000 accorsi allo stadio, la Roma ci crede e tira fuori tutto quello che è rimasto.

 

Sempre Ljajic semina il panico in area, ma Nainggolan da buona posizione calcia alto proprio mentre Irrati dà il via ai 4 minuti di recupero prima di mandare tutti sotto la doccia. Destro riceve un pallone che smista sui piedi di Gervinho pronto a servire la corrente di un inesauribile Florenzi, che in posizione di fuorigioco, appoggia il più facile degli assist per Ljajic, lesto ad appoggiare il 2-2 che lo incorona a paletti come il migliore dei suoi. La gioia lascia però spazio al rimpianto di aver gettato al vento l’occasione di avvicinarsi alla Juventus, lasciando il distacco invariato a -3. Il brusio e qualche fischio si confonde con molti applausi: ora è già tempo di pensare alla Champions.

Fonte: Il Tempo

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