Rassegna Stampa

Roma sotto assedio: Garcia sfida i tifosi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-07-2013 - Ore 13:00

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Roma sotto assedio: Garcia sfida i tifosi

Il sottile confine tra il coraggio e l'azzardo. A Rudi Garcia basta pronunciare una frase per sovrastare le urla dei contestatori della Roma. «Quelli che criticano il club e i giocatori - accusa l'allenatore francese - non possono essere nostri tifosi. Al peggio, sono dei laziali». Benzina sul fuoco che arde a Riscone, dove una quindicina di ultras hanno avvelenato la prima giornata di lavoro tra i monti. Non sono bastate le misure di sicurezza predisposte dalla Digos per consentire alla Roma di allenarsi serenamente. Tanto che il Questore di Bolzano Lucio Carluccio è piombato nel ritiro giallorosso per studiare un piano più efficiente.

La miccia si è accesa al mattino. «In vacanza di corsa senza chiedere scusa... il rispetto è una cosa sconosciuta... indegni» la scritta sullo striscione d'accoglienza riservato alla squadra. Osvaldo è stato preso di mira appena sceso in campo. «Vattene a Londra, ti sei messo a piangere prima di Roma-Juve» gli hanno gridato dalla tribunetta, in mezzo a un vasto campionario di insulti, riferendosi a un confronto che c'è stato lo scorso anno fuori Trigoria alla vigilia della sfida con i bianconeri.
 
Nel mirino è finito anche Pjanic, per colpa di quei complimenti fatti al connazionale Lulic dopo la finale di Coppa Italia. «Zingaro» hanno urlato al centrocampista che non si è scomposto. Come Balzaretti, invitato ad andarsene a Parigi dalla fidanzata. Osvaldo, invece, non ce l'ha fatta. Prima un dito medio mostrato agli ultras, poi la reazione stizzita di fronte all'ultimo affronto ravvicinato fuori dal campo secondario, dove nel frattempo si era spostata la squadra. «Quando vi pare, vi prendo uno per uno» ha urlato l'argentino ai contestatori puntando l'indice: gli addetti alla sicurezza della Roma e i poliziotti presenti hanno evitato che la situazione degenerasse.
 
Ci hanno provato senza successo Tempestilli e il team manager Scaglia a calmare il gruppetto di tifosi. Al contrario, Garcia ha deciso di passare al contrattacco davanti ai microfoni. Senza avvertire i dirigenti presenti a Riscone - Zanzi e Baldissoni - tantomeno gli addetti alla comunicazione. La sua uscita è arrivata subito all'orecchio degli ultras che hanno preso a calci la ringhiera fuori dalla saletta stampa. «Laziale ci sarai te, non hai capito un c...» gli hanno gridato durante la conferenza. E non è finita lì. Perché Garcia ha affrontato viso a viso i tifosi. «Io devo difendere sempre i miei calciatori. Lavoreremo duro ma voi dovete supportare la squadra». Di lì a poco il pullmino diretto in albergo con Osvaldo a bordo è stato colpito con una violenta manata, mentre Balzaretti è stato costretto ad ammettere che «il derby perso sarà una macchia impossibile da cancellare».
 
Un'atmosfera pessima, insomma. Così, a mente fredda, il tecnico e la società hanno concordato un passo indietro. «In conferenza stampa ho fatto riferimento alla frase storica del club: la Roma non si discute, si ama. Anche io non sono contento dell'ultima stagione -ha spiegato Garcia al canale tematico - ma adesso è il momento di pensare al futuro e c'è bisogno che i tifosi siano con noi». Tutto a posto? Macché. Rudi si è beccato altri insulti durante la seduta pomeridiana insieme al consigliere Baldissoni. Voleva far correre i giocatore tra i boschi, ma il Questore lo ha sconsigliato per evitare «agguati». Sa tanto di esclusione «preventiva» anche quella di Osvaldo, uscito ufficialmente per un problema alla caviglia destra. Garcia e i dirigenti sono allarmati dalla situazione. Perché il gruppo è infastidito e non riesce a concentrarsi sul lavoro. Altro che «le condizioni ideali per allenarsi» sbandierate da Zanzi.

 

 

Fonte: Il Tempo- Austini

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