Rassegna Stampa

Roma, Spalletti cede ai sorrisi «Di più non potevamo fare»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-04-2016 - Ore 07:16

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Roma, Spalletti cede ai sorrisi «Di più non potevamo fare»

CORRIERE DELLA SERA - PIACENTINI - Quattro i gol e quattro i punti che ora separano la Roma dal secondo posto, dopo la sconfitta del Napoli ad Udine. Spalletti ha molti motivi per essere felice. «Penso che più di così non potessimo fare . Quando giochi contro una squadra allenata da Pioli non vinci facilmente. C’è il momento in cui devi essere bravo a saper soffrire e a difendere, forse potevamo chiudere prima la partita, ma siamo stati bravi. È chiaro che dobbiamo guardare tutto ciò che ci passa intorno, sia davanti e sia alle nostre spalle. Però dobbiamo farci trovare pronti: 4 punti sono tanti, anche se il Napoli verrà all’Olimpico. Loro hanno espresso il più bel gioco del campionato, superiore anche alla Juventus, ma noi le potenzialità le abbiamo, se riusciremo a mantenere le distanze invariate».

Tutte le sue scelte sono state ripagate in campo: dai gol degli esordienti El Shaarawy e Perotti a quello di Dzeko («Mi piacerebbe giocare sempre contro la Lazio», le parole del bosniaco che aveva segnato anche nella gara di andata), fino a Florenzi, che pochi minuti dopo essere stato spostato in avanti ha trovato il gol del 3-1. «El Shaarawy e Perotti sono due grandi calciatori. Quando sono arrivato tutti mi chiedevano di tenere Gervinho, poi la squadra con il possesso palla e con le sue qualità ha messo in risalto la tecnica e la qualità di questi due giocatori. Dzeko è entrato bene, ma fino a quel momento c’erano state situazioni per poter chiudere la partita. Lui fa la sua parte, ma è sempre la squadra che reagisce. Non è mai un giocatore a determinare il gioco, è la squadra ad aver vinto e Dzeko ha avuto il suo ruolo».

Non ha potuto fare la sua parte Francesco Totti, acclamato dai tifosi presenti allo stadio ma rimasto per novanta minuti in panchina in quello che dovrebbe essere il suo ultimo derby. Sorridente, il capitano è uscito dallo stadio senza dire una parola.

 

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