Rassegna Stampa

Roma: suona Pjanic, De Rossi balla

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-10-2015 - Ore 08:10

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Roma: suona Pjanic, De Rossi balla

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Se volessimo scandalizzare, potremmo dire che questa potrebbe essere la partita spot contro il fair play finanziario. Macché bilanci, macché tetti agli ingaggi: per vincere servono le giocate dei campioni, perché fino al minuto 56 di Roma-Empoli, in una partita in sostanziale equilibrio, a livello di organizzazione di gioco a rubare l’occhio era più la squadra toscana che quella giallorossa. Poi in meno di trecento secondi una deliziosa punizione di Pjanic e una imperiosa incornata di De Rossi chiudono virtualmente un match santificato anche dalle reti di Salah e Buchel, consentendo così alla Roma di vincere la terza gara di fila e andare a dormire al secondo posto in classifica e col migliore attacco del campionato. Insomma, finisce 3-1 una partita ancora una volta senza il tifo della Sud, nonostante la mano tesa dal presidente Pallotta. Peccato per gli scioperanti, che si perdono la 500a presenza di De Rossi in giallorosso, la 50a vittoria in campionato dell’era Garcia e soprattutto il 10° gol su punizione da quando è in Italia (il 3° stagionale) di Miralem Pjanic, che a questo punto fa tremare anche storici specialisti come Mihajlovic e Pirlo. 
TORNA CASTAN Dopo quasi due mesi Garcia sceglie di dare di nuovo fiducia a Castan per fare tirare il fiato a Nainggolan, ed è questo l’unico cambio di formazione rispetto a Palermo. Perciò si rivede Pjanic giocare in tandem con De Rossi davanti alla difesa, confidando nelle incursioni sulle fasce di Florenzi e Iago Falque per allargare il campo e favorire le percussioni centrali di Gervinho e Salah. Visto che i giallorossi (Digne soprattutto) producono tanti cross, la mancanza di Dzeko si sente parecchio, ma se la Roma rimpiange le proprie assenze, logico che un pensiero vada anche a Giampaolo che, persi per squalifica due uomini vetrina come Saponara e Zielinski, organizza una squadra per un tempo robusta ed elastica, tenendo una linea del fuorigioco alta (ed infatti i pesci giallorossi abboccano spesso) che non trascura il giro palla manovrato e impostato sugli «elastici» fatti a turno da Maccarone e Pucciarelli, lanciati spesso in profondità o dai due centrali difensivi oppure da Diousse. Questo atteggiamento, accompagnato a folate da pressing alto sui portatori di palla, espone in teoria alle ripartenze romaniste, che però al dunque si concludono spesso in un nulla di fatto. Non è un caso che le tre occasioni migliori (si fa per dire) dei giallorossi si sono concluse con un colpo di testa di Gervinho in fuorigioco non fischiato perché bloccato dal portiere (16’) e due anticipi millimetrici su Salah (19’) e lo stesso Gervinho (33’) lanciati negli spazi, mentre Florenzi alla fine prova una zampata troppo centrale (44’). Sull’altro fronte l’Empoli non manca di farsi vivo con l’ex Barba il cui tiro va fuori di poco (25’) e due conclusioni di Krunic e (33’) e Maccarone (41’), bloccati senza problemi da Skorupski. 
CAMBI MODULO Una ripresa iniziata addirittura meglio dall’Empoli, vede però la Roma cambiare subito pelle, spostando Pjanic trequartista – uscito il primo interprete Iago Falque – di un 4-3-1-2 quasi a specchio, corroborato in mediana da Florenzi e Nainggolan. Certo, a far saltare l’equilibrio tocca alla punizione di Pjanic – che è anche il 100° gol assoluto all’Olimpico della gestione Garcia – e all’incornata di De Rossi: un gradito ritorno visto che una rete direttamente da angolo mancava dal 18 ottobre 2014 (contro il Chievo). Come sorprendersi perciò che la Roma sia la squadra che ha segnato di più (8 gol) su situazione di palla inattiva? D’altronde l’Empoli ha già mostrato debolezza nel gioco aereo in questo torneo e così sbloccato il match, con gli spazi a disposizione, a poco serve l’inserimento della terza punta Livaja. Sono i giallorossi infatti, sull’asse Gervinho-Salah a siglare il tris in contropiede, anche se i toscani – costruito un tridente con Pucciarelli un passo dietro le due punte – chiudono dignitosamente il match andando al tiro pericolosamente almeno in 4 occasioni, in una delle quali (30’) trovano anche il meritato gol con Buchel. Morale: l’Empoli dovrà essere un po’ più cinico per avere la certezza di salvarsi, mentre la prolifica Roma può affrontare la trasferta spareggio di Champions di Leverkusen con lo spirito giusto, quello vincente. Le naviganti del campionato sono avvisate. 

 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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