Rassegna Stampa

Roma, Totti esalta Pjanic: "E' il nostro piccolo principe". E Garcia può fare 100

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-09-2014 - Ore 19:07

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Roma, Totti esalta Pjanic:

C'è stato un momento in cui la sua avventura a Roma sembrava arrivata all'epilogo: le idiosincrasie con Zeman, un rendimento a tratti abbagliante ma senza riuscire davvero a entrare nei meccanismi della Roma, e persino la rottura con parte della tifoseria per una frase male interpretata sull'amico-rivale Lulic. Poi è cambiato qualcosa: oggi, Miralem Pjanic è presente e futuro della Roma, al punto che anche un signore che di nome fa Francesco Totti arriva a parlare di lui - fatte le debite proporzioni - come di "un erede". E ora, grazie al suo gol, Garcia può dare la caccia a quota 100 con la Roma. 

RUDI DA RECORD: CONTRO IL VERONA PER FARE 100 - Quattro partite, quattro vittorie, dodici punti in classifica e primato in classifica, seppure in condominio con la Juventus. I numeri della Roma di inizio stagione dicono abbastanza per soddisfare anche un perfezionista come Rudi Garcia. Ma il tecnico francese, a giorni, potrebbe sperare di centrare anche un nuovo traguardo, che se non darà titoli da mettere in bacheca consentirà all'allenatore di Nemours di iscrivere un altro record nella sua personalissima galleria romanista. Dopo la vittoria contro il Parma, infatti, Garcia ha raggiunto quota 97 punti in serie A con la Roma (12 in questa stagione, 85 nell'ultima). Già da sabato all'Olimpico contro il Verona, dunque, avrà l'occasione di fare cifra tonda toccando quota 100. Cento punti in 43 gare giocate (una media di oltre 2,3 a partita), nessuno ha impiegato così poche gare per arrivare allo stesso traguardo: a Spalletti ne servirono 52, a Capello 54, ora Rudi ha l'occasione di diventare il più veloce.

TOTTI: "HO UN DEBOLE PER MIRE". GLI AUGURI AL CAPITANO SUI LED DELLO STADIO - Intanto la Roma si prepara, contro il Verona, a celebrare il compleanno del suo numero dieci, che proprio sabato soffierà su 38 candeline, anche se a vederlo in campo, a Parma, dove ha assistito Ljajic per il gol del vantaggio con l'ennesima palla geniale della sua carriera qualcuno avrebbe forse faticato a credere alla carta d'idetità. Di certo della festa del capitano non si è dimenticato il club. Che da oggi ha invitato i tifosi a inviare messaggi di auguri: "Il migliore - comunica la società - andrà sui led dell'Olimpico per Roma-Verona". E se pure di smettere di giocare Francesco non ha alcuna intenzione, è già pronto a nominare il suo erede. Lo fa in una intervista a Roma Radio, l'emittente di stato di Trigoria, che la trasmetterà proprio sabato: "Ho un debole per Pjanic", ammette Totti. "Lui è il nostro principino, mi è sempre piaciuto per come gioca e per il rapporto che ho con lui. E per i giocatori forti ho un debole". 

QUANDO PJANIC DISSE: "PALLOTTA, VOGLIO RESTARE" - Proprio Pjanic a Parma ha fatto 13. Tredici gol in poco più di 3 anni in serie A, quattordici in tutto con la maglia giallorossa sulle spalle. A cui aggiungere un'infinità di assist, 21 in campionato che diventano 23 complessivi. Slalom giganti come ad aprile contro il Milan, deliziosi pallonetti come quello dello scorso anno al Milan, soprattutto punizioni magistrali: quello che ha deciso la sfida di Parma è il sesto realizzato con questo fondamentale da quando è arrivato a Roma, e con cui aveva già colpito Bologna, Lazio, Atalanta, Napoli e Samp. A Lione aveva studiato da Juninho, ora Pjanic è cresciuto, affinando uno stile proprio: allenamenti specifici per sfruttare l'arma dei suoi calci piazzati, a fine allenamento si ferma spesso sfidando Ljajic, altro specialista. "Quando esce Totti, palla a Pjanic e lui trova una punizione da genio", ammette Garcia. Ma al talento Pjanic aggiunge corsa e soprattutto qualità: è il centrocampista della Roma con la percentuale più alta di passaggi riusciti, il 92,4%, (a Parma 104 su 112 sono andati a buon fine) e l'uomo maggiormente capace di passaggi chiave (2 a gara) dopo Totti: caratteristiche determinanti nel gioco romanista. A giugno sarebbe potuto andare via: il Psg che a gennaio aveva offerto 35 milioni per averlo era tornato alla caricam, forte del contratto in scadenza 2015 del regista. Lui però ha detto no, e in una conversazione con James Pallotta ha chiesto, direttamente: "Presidente, io voglio restare a Roma". In quel momento, il suo futuro era scritto.

Fonte: Repubblica.it/M.Pinci

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