Rassegna Stampa

Roma, un pari che brucia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-11-2013 - Ore 07:40

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Roma, un pari che brucia

 Il primo gol preso dai giallorossi all’Olimpico in questa stagione rovina il pomeriggio a Garcia. Che conta le occasioni sprecate da Ljajic nella ripresa e anche le assenze in attacco. La prestazione è più che decente, specialmente nel secondo tempo, con diverse chance fallite sul più bello. Qualche disattenzione difensiva, però, incide sul risultato almeno quanto gli errori davanti a Pegolo. In più l’arbitro Giacomelli non concede un rigore che si poteva dare, spinta di Marrone a Ljajic, e non vede un fallo di Floro Flores su Bradley che rinvia lento e permette a Berardi di segnare al fotofinish: 1 a 1. E il secondo pari di fila, sempre subendo una rimonta, brucia tantissimo. In due giornate i bianconeri hanno recuperato 4 punti.

STERILITÀ OFFENSIVA Il paradosso della sfida inedita con il Sassuolo è questo: laRoma fatica di più nel primo tempo, quando riesce comunque a passare in vantaggio. A firmarlo è però il difensore Longhi che sbaglia porta e di sinistro, al diciannovesimo, rende inutile la respinta di Pegolo su Florenzi. L’azione sintetizza tutte le difficoltà dei giallorossi che inizialmente non riescono a sfondare il muro organizzato dall’ex Di Francesco: il 5-4-1 è efficace, con Floro Flores unica punta e gli altri a difendere con pressing e sacrificio. Davanti Garcia non ha troppa scelta: parte con Borriello centravanti e con Ljajic e Florenzi sui lati. Per le tre punte c’è assoluta libertà di spostarsi per non dare riferimenti agli avversari. La rete viene da uno scambio ripetuto tra Pjanic e Florenzi: solo così si può aggirare la difesa ospite. Non è semplice. Alla mezz’ora si fa male Borriello. Con l’ingresso di Bradley a centrocampo, la Roma va meglio davanti. Basta uno spostamento in campo. Ora nel tridente c’è Pjanic che accende, già prima dell’intervallo, Ljajic: Pegolo devia in angolo. Senza Totti, in tribuna, e Gervinho, in panchina, la Romaèmenoconcreta:media di un gol a partita da quando i due non giocano, mentre prima era quasi di tre. Solo una rete segnata contro l’Udinese, il Chievo e il Torino. E ieri contro il Sassuolo che ha la difesa più fragile del campionato: 28 gol incassati in 12 giornate.

TROPPI SPRECHI Pjanic, nella ripresa, riceve da Castan la palla del possibile 2 a 0, ma calcia malissimo. La Roma è vivace e spaventa Pegolo più che nella prima parte.Ljajic potrebbe diventare il protagonista assoluto. E invece fallisce le occasioni più nitide: una su lancio di Florenzi e l’altra su imbucata di Bradley. Niente da fare, Pegolo vince il duello con l’attaccante giallorosso che si mangia due reti grandi così. E subisce la spintarella da Marrone in area. Il signor Giacomelli lo punisce con un giallo per simulazione che proprio non merita. Di Francesco, rispetto a Garcia, ha risposte migliori da chi entra in corsa: Farias per Missiroli, Kurtic per Gazzola e Zaza per Magnanelli.

POCHE OPZIONI Fa poco Caprari, dentro per Pjanic, e non ha tempo Marquinho, chiamato a sostituire Florenzi prima del recupero. Bradley, intanto, è impreciso, cala Strootman, Maicon è meno lucido e Burdisso sembra deconcentrato, tanto da regalare la palla al Sassuolo, lancio che Kurtic, di testa, utilizza per mandare in porta Floro Flores con De Sanctis bravo a deviare in angolo con il corpo. Berardi aspetta la fine del recupero per regalare la nuova impresa a Di Francesco, già capace alla quinta giornata, con lo stesso punteggio, di fermare il Napoli al San Paolo.Maicon è fuori posizione, De Rossi si fa saltare da Kurtic che mette al centro, torre di Zaza, Bradley non può respingere bene perché ostacolato da Floro Flores, emissile del diciannovenne juventino che realizza la sua sesta rete in questo torneo. La Roma spreca la grande occasione e stavolta sono i suoi errori a pesare di più. Non chiude la gara, come a Torino, anche perché non è squadra che sa gestire il vantaggio. Adesso che è diminuito quello in classifica, Garcia sa che la prima rivale è la Juve. Il Napoli scivola a meno 4. L’Inter quarta e la Fiorentina quinta guadagnano, proprio come i campioni d’Italia, due punti. Ne hanno rispettivamente sette e otto in meno dei giallorossi.

Fonte: Il Messaggero – U.Trani

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