Rassegna Stampa

Roma, un turn over da tour de force

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-10-2015 - Ore 08:15

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Roma, un turn over da tour de force

IL MESSAGGERO - CARINA - Sette gare in 22 giorni fa rima con turnover. Un termine indigesto a Garcia, almeno in questo avvio di stagione. Sinora le critiche maggiori il francese le ha ricevute quando in virtù di impegni ravvicinati ha dovuto gioco-forza cambiare la squadra. Prassi del calcio moderno, direbbe qualcuno. Meno, ribattono altri, stravolgere l’undici titolare. In campionato è accaduto almeno tre volte e solamente a Frosinone (con qualche brivido di troppo) è andata bene. Contro la squadra di Stellone, Garcia rinuncia a Pjanic (infortunato), Nainggolan e Salah, i più stanchi nella valutazione del francese dopo gli impegni con le rispettive nazionali. Debutta in difesa Ruediger, con De Rossi che torna a centrocampo. Totti e Gervinho in attacco insieme a Dzeko: il 4-2-3-1 di partenza si trasforma in un anomalo 4-4-2 con il capitano e il bosniaco a pestarsi i piedi. Ma è col Sassuolo che Rudi esagera. Ne cambia sei sull’undici capace di fermare quattro giorni prima il Barcellona. L’unico avvicendamento obbligato è in porta (Szczesny è out). Gli altri sono scelte tecniche. In difesa rilancia dopo quasi 8 mesi Maicon, fisicamente non pronto, e Torosidis, formando una linea a quattro di soli calciatori di piede destro. In mediana fuori Keita per il ritorno di Pjanic. Davanti Iturbe per Iago Falque e Totti per Dzeko. La Roma pareggia: apriti cielo. Anche perché tre giorni dopo a Genova è chiamato a fare una rivoluzione al contrario: stavolta ritocca alla squadra che ha superato 2-1 la Juventus il 30 agosto, tranne Szczesny ancora ai box. La Roma perde, nonostante per lunghi tratta della gara metta alle corde la Sampdoria. Arrivano altre critiche.
PERCORSO INSIDIOSOOra non può più sbagliare. Il miniciclo che inizia sabato con l’Empoli dirà che stagione attende la Roma. Perché oltre ai toscani e all’Udinese, entro l’8 novembre i giallorossi affronteranno quelle che al momento sono le prime tre in classifica: Fiorentina, Inter e Lazio. Senza contare il doppio confronto in Champions con il Bayer Leverkusen (divenuto ancora più insidioso dopo il ko inatteso di Borisov) che s’incastra tra la sfida ai viola e il derby. Proprio per questo motivo, è inevitabile che in queste 7 gare Garcia debba ricorrere al turnover. Considerando titolare la formazione anti-Juventus, va tolto Keita (tornerà dopo la sosta post-derby) e vanno aggiunti Maicon, Castan e Ruediger in difesa, Gervinho e Totti (a partire da Firenze: ieri nuovi esami che hanno evidenziato un miglioramento del flessore destro) in attacco e (forse) Vainqueur in mediana. In totale 15-16 pedine da ruotare per trarre il massimo profitto da tre settimane decisive. Difficile, infatti, che possano unirsi – se non per un minutaggio esiguo– Gyomber, Uçan e Emerson, oltre al baby Ponce e all’involuto Iturbe.
NBA A TRIGORIAAspettando di conoscere le scelte di Garcia, la Roma si dà al basket. De Rossi, Florenzi, Nainggolan e Manolas sono stati protagonisti della NBA #HalfCourt Challenge, sfida dove ogni calciatore ha cinque tentativi per segnare un canestro da una distanza equivalente a una metà campo da pallacanestro. Ce l’hanno fatta il greco e il belga. Davanti allo 0/5 De Rossi, scherzando, si è giustificato così: «C’era troppo vento…».

Fonte: IL MESSAGGERO - CARINA

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