Rassegna Stampa

Roma, unico imperativo: vincere come 14 mesi fa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-11-2015 - Ore 07:48

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Roma, unico imperativo: vincere come 14 mesi fa

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - dopo aver appena vinto la battaglia di Waterloo contro Napoleone, il duca di Wellington espresse un commento lapidario sulla strategia avversaria: «I francesi sono venuti su alla vecchia maniera e noi alla vecchia maniera li abbiamo ributtati di sotto». Ecco, «la vecchia maniera» con cui la Roma di Rudi Garcia ha affrontato l’Europa negli ultimi mesi all’Olimpico non è andata troppo bene. Perciò, per evitare stasera contro il Bayer Leverkusen una nuova Waterloo giallorossa interna, a Trigoria si respira un clima da ultima spiaggia che, se da un lato è foriero di buone sensazioni, dall’altro lo è anche di cattivi ricordi. 
14 MESI FA L’ultima partita europea vinta dalla Roma all’Olimpico, infatti, è vecchia di 413 giorni, quasi 14 mesi. Quel 17 settembre i ragazzi di Garcia disposero dei campioni di Russia del Cska Mosca in modo persino imbarazzante: 5-1 e tutti a casa. Sembrava quasi l’inizio di una marcia trionfale, finì invece a marzo tra i fischi dei tifosi e la gogna sotto la curva Sud. Morale: se è vero che in Champions ogni partita è spesso decisiva, l’aria da ultima spiaggia non giova alla Roma, il cui ruolino interno da quel giorno è stato di 2 pareggi (Barcellona, poi Feyenoord in Europa League) e di 3 sconfitte (Bayern e Manchester City in Champions, poi Fiorentina). Come dire, è il momento di invertire la marcia, anche se Garcia finora non è esattamente uno specialista di successi in Champions League. Il suo curriculum infatti racconta – su 23 incontri diretti – di appena 4 vittorie: due contro il talismano Cska, battuto sia con il Lilla che con la Roma, poi alla guida dei francesi contro Bate Borisov e Copenaghen (preliminari). 
SOLDI & TIFO L’andata con il Bayer Leverkusen ha comunque insegnato qualcosa: «Ci ha confermato ciò che sapevamo: i tedeschi hanno doti in attacco e debolezze in difesa. Il risultato alla fine ce lo potevamo anche aspettare dato il momento delle due squadre. Anche noi eravamo in un momento in cui segnavamo tanto e in difesa potevamo fare meglio sul piano collettivo. Stavolta però non avremo scelta: giocheremo per vincere perché dobbiamo vincere». Sarebbe la cura migliore visto che, al di là dei fastidi per ricoprire l’ultimo posto nel girone, anche il k.o. di sabato contro l’Inter deve essere ancora del tutto metabolizzato. «Per questo vogliamo metteremo in campo la frustrazione per la sconfitta di Milano – aggiunge Garcia a Mediaset –. Sarà quella la nostra molla per fare bene». D’altronde i numeri lasciano ancora tutto aperto. «La Champions League è un mini-campionato in cui ogni partita vale il triplo. Serve vincere per prendere tre punti e avvicinarci alla qualificazione. Nessuno è ancora qualificato, nessuno è ancora fuori. Noi sappiamo che ci occorre una vittoria ed è quello che cercheremo». Per facilitare il compito, almeno la Roma ritroverà De Rossi e l’allenatore francese dichiara di tenersi fuori dalle logiche di gestione in chiave derby. «Le cose sono semplici: Keita non è pronto. Per me non c’è altra partita che quella col Leverkusen e quindi De Rossi giocherà». Inutile nascondere che il clima non sarà quello dei giorni migliori, visto che – causa la contestazione della Sud – si farà fatica a superare i 35.000 spettatori reali. Un handicap in più per una sfida che può valere circa una dozzina di milioni, oltre al milione e messo per il singolo successo. «Sul tema dei tifosi ci siamo già espressi tutti. Aggiungo solo che le grandi serate di calcio andrebbero giocate con lo stadio pieno, ma non è il momento di parlare di questa cosa, soprattutto da parte mia». 
ARRIVA PALLOTTA Interesserà invece – e parecchio – soprattutto a James Pallotta, atteso per il derby di domenica prossima. Lo aspetteranno giorni caldi sia sul fronte degli ultrà che su quello del nuovo stadio, alla luce del commissariamento del comune di Roma e dell’attesa della Regione delle varianti necessarie a cominciare l’iter dell’esame. Come dire, non sarebbe davvero il caso di accogliere il presidente con una eliminazione virtuale dalla Champions, ipotesi più che possibile in caso di mancato successo stasera col Bayer. Insomma, c’è da riprendere la strada interrotta quasi 14 mesi fa contro il Cska. Tempi belli, quelli, che fanno persino un po’ di nostalgia. D’altronde non è un caso che Julian Barnes scriva: «Che felicità può esserci solo nel ricordo della felicità?» 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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