Rassegna Stampa

Roma uno show settebellezze

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-10-2013 - Ore 08:50

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Roma uno show settebellezze

Lo show di Tottia San Siro, due reti e ricami chic, spinge la Roma sempre più su, accompagnata a Milano da più di cinquemila tifosi che sulle note della società dei magnaccioni vivono una notte da favolaGarcia sfrutta l’anticipo per inviare un messaggio inequivocabile alle big del torneo: i giallorossi sono in testa e accelerano. Il 3 a 0 all’Inter ha un grande significato e non solo perché diventa la settima vittoria consecutiva: è il verdetto del primo scontro diretto della stagione. Il successo è autentico: per la prestazione e per lo spirito. Con gli interpreti padroni della situazione e del loro destino.

 

 
QUESTIONE DI TESTA   La Roma recita da grande. Subito. Già prima del gol di Totti, mostra di non aver paura e va a prendere l’Inter nella sua metà campo, già fuori dell’area di rigore nerazzurra. In pressing il capitano e sempre Gervinho. A volte Pjanic e quando serve dal lato opposto Strootman. Florenzi copre i compagni che partono all’assalto. Ma il gruppo di Garcia conferma la sua forza mentale quando gli avversari, per una ventina di minuti, spingono per cercare il pari. Anche se il palo alla sinistra di De Sanctis, destro di Guarin a metà tempo, ancora trema, Mazzarri non conta troppe chance perché, con De Rossi in mezzo ai centrali Benatia e Castan, Garcia raccoglie quanto chiesto fin dai primi giorni di ritiro a Riscone: difesa di squadra. Che poi è il vero segreto della rivoluzione del francese. Torosidis fa il suo a destra, Balzaretti tiene a sinistra. Strootman usa il fisico e la testa per aiutare i compagni, Totti spesso arretra per prendere palla e lanciare Gervinho e lo stesso Pjanic dà una mano.

 

 
PRIMA VOLTA –  Garcia schiera la stessa formazione di domenica scorsa contro il Bologna: non era mai successo. Gervinho ancora titolare, per la quarta volta di fila.L’ivoriano entra in ogni azione, sia a destra che a sinistra. Assatanato. E’ lui, guidato da Totti e Pjanic, a mandare in tilt l’Inter. Pereira non lo prende mai e anche Nagatomo fatica. Mazzarri parte con il 3-5-1-1, ma abbassa molto i due esterni perché conosce la capacità della Roma di affondare sulle fasce. Alvarez e Palacio non bastano. Taider collabora poco con i due argentini. Più convinto è Guarin: ci pensa De Rossi.

 

 
IL CAPITANO VA A 230 –  Gervinho, accentrandosi da sinistra, acchitta a Totti la palla dell’1 a 0 al diciottesimo: il destro, dal limite, è potente e preciso. Mirato. L’ivoriano ha l’occasione per il raddoppio, ma Juan Jesus lo chiude sul più bello. Il palo interno di Guarin fa rumore e risveglia i giallorossi. De Sanctis blocca un colpo di testa di Alvarez, ma la Roma non sbanda. Gervinho punta Pereira a destra e subisce il fallo: Tagliavento assegna il rigore anche se il fallo inizia fuori area. Totti realizza di forza al quarantesimo. Con la doppietta di San Siro sono 230 i suoi gol serie A e 3 in questo torneo. Il capitano, 7 reti a Milano contro i nerazzurri, non si placa: con un gioco di prestigio davanti all’area giallorossa fa partire in contropiede Strootman che scarica a destra per Florenzi. Destro in diagonale e 3 a 0 al quarantaquattresimo. Il giovane azzurro diventa il capocannoniere del gruppo con 4 reti e come con il Bologna, i giallorossi segnano tre gol nel primo tempo. E, fatto inedito in questo torneo, restano a digiuno nella ripresa. Il bilancio è ottimo: 20 reti realizzate, 1 subita.

 

 
MAZZARRI INTERVIENE -  Dopo l’intervallo l’Inter parte con due punte: dentro Icardi per Pereira e difesa a quattro con Nagatomo e Juan Jesus terzini. Florenzi ha subito la palla per il poker: bravo Handanovic. Le occasioni migliori sono ancora della Roma che gestisce con personalità il match. Quando entrano Kovacic e Milito, fuori Taider e Guarin, Mazzarri si mette a specchio: il 4-3-3 è fotocopia venuta male. Tagliavento annulla una rete di Ranocchia che spinge De Sanctis, Gervinho di sinistro si pappa un gol in contropiede. Espulso Balzaretti, doppio giallo, al trentaquattresimo. Nel recupero anche l’Inter rimane in dieci: si fa male Alvarez. Ma la partita è finita da un pezzo

Fonte: Il Messaggero

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