Rassegna Stampa

ROMA, un'occasione persa

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-02-2014 - Ore 09:15

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ROMA, un'occasione persa

La Roma non riesce a scardinare la difesa laziale e pareggia il derby. Questa la sintesi di una gara condotta in un lungo ed in largo dai giallorossi. Come ha detto mister Garcia in conferenza stampa, alla Roma è mancato il cinismo sotto porta. Diverse le occasioni da gol dei romanisti: nel primo tempo, Totti da fuori fa partire un bel tiro alla sinistra di Berisha, che blocca con sicurezza; Pjanic poi non ha killer instinct per portare in vantaggio la sua squadra; è soprattutto l’azione della rete annullata a Gervinho per un fuorigioco millimetro che poteva portare alla svolta. Sul tiro da fuori area di Maicon, l’estremo difensore laziale respinge molto bene ma sui piedi dell’ivoriano, che prontamente spedisce in gol. La rete viene annullata giustamente a causa di un fuorigioco di circa 20 centimetri che, con estrema puntualità, l’assistente di linea dell’arbitro Orsato segnala. Meno bravo è il direttore di gara quando non punisce un cartellino un intervento scomposto di Lulic ai danni di De Rossi ed in particolar modo, quando non si avvede del pugno di Candreva a Torosidis. Quest’ultimo episodio avrebbe potuto cambiare la partita ma così non è stato e così la Lazio ha potuto continuare il suo gioco di rimessa senza che la Roma riuscisse a venirne a capo. Nella ripresa, il dominio del campo da parte dei giallorossi è ancora più evidente poiché Reja fa uscire dal campo Keita, che aveva creato diversi grattacapi a Maicon, inserendo Mauri, di ritorno dalla squalifica. Questa mossa avrebbe dovuto portare maggiore fantasia e qualche palla gol in più a Klose ma un po’ l’imprecisione dei centrocampisti laziali, un po’ la bravura in fase difensiva dei romanisti, di palloni buoni per il tedesco ne sono arrivati col contagocce. L’unica vera occasione per la squadra di Reja è stata quella capitata sui piedi di Onazi, che sbagliando un passaggio piuttosto elementare, ha permesso alla retroguardia giallorossa di recuperare. Da segnalare che per il secondo derby consecutivo De Sanctis non è stato impegnato in nessun intervento, se non qualche uscita per evitare minacce in area di rigore e qualche passaggio indietro da parte dei suoi compagni in difficoltà, tutto ciò che rientra nella classica normale amministrazione. Non è stata il miglior match di Kevin Strootman, più impreciso del solito in fase d’appoggio ed un pochino più nervoso di altre circostanze. Anche capitan Totti ha sbagliato molti palloni e la manovra romanista ne ha risentito. Molti pareri discordanti sulla prova di Pjanic: troppi errori quando ha avuto l’opportunità di concludere a rete ma nel complesso è stato ampiamente sopra la sufficienza, poiché ha cercato di spezzare la manovra avversaria ma è stato sempre molto presente nel momento in cui la Roma doveva costruire. Buona la prova di De Rossi, che ha fatto un’ottima interdizione e ha cercato di velocizzare il gioco in fase di possesso palla, esattamente ciò che gli chiede il tecnico francese. Il migliore in campo è stato Gervinho, le sue progressioni anche solitarie, creavano il panico nella retroguardia laziale, che per fermarlo ha usato la tripla marcatura e quando riuscivano a prenderlo, anche il fallo sistematico e continue provocazioni verbali ma l’ivoriano è sempre riuscito a mantenere la calma non curandosene minimamente. Anche nei minuti finali ha cercato la via della rete con Bastos, che prima si è fatto deviare il tiro in angolo e poi ha messo il pallone in mezzo ma senza riuscire a trovare Destro, un po’ fermo sulle gambe. Il risultato sta certamente stretto agli uomini di Rudi Garcia, che sentono di aver perso un’importante occasione visto che la Juventus si è fatta rimontare 2 reti e ha pareggiato col Verona ma se guardiamo anche il bicchiere mezzo pieno, possiamo dire che il distacco rimane invariato ed i giallorossi hanno superato uno scoglio non da poco come il derby, partita che toglie molte energie, specie da un punto di vista nervoso. Proprio questo aspetto però, potrebbe incidere sulla gara di ritorno di Coppa Italia, prevista per mercoledì sera al San Paolo, nella quale la Roma è chiamata a fare un’impresa per passare il turno ed arrivare alla finale contro la vincente tra Udinese e Fiorentina. Vedremo se ancora una volta i giallorossi avranno le forze psicofisiche per affrontare la terza partita in 7 giorni e non accusarne la fatica. Se così sarà, vorrà dire che la Roma è davvero pronta per il ritorno nell’Europa che conta già dal prossimo anno.

Fonte: Massimo De Caridi

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