Rassegna Stampa

Roma, voglia di sintonia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 06-07-2015 - Ore 06:41

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Roma, voglia di sintonia

IL MESSAGGERO - ANGELONI - «Comprateci i giocatori». Non poteva cominciare così il raduno della Roma. Non può che cominciare così ogni raduno, di qualsiasi squadra, specie di una che si presenta ai nastri di ripartenza con un solo volto nuovo, Iago Falque. Trigoria non è affollata come ai bei vecchi tempi, quando ad aspettare Batistuta, Emerson, Samuel etc etc c’erano migliaia di persone. Al Bernardini stavolta sono presenti nemmeno cento ragazzi, pur sempre amanti della Roma. Il «comprateci i giocatori» è indirizzato al club, in questo caso al presente dg Mauro Baldissoni, che affianca Walter Sabatini nella campagna acquisti (e cessioni) dei giallorossi e che fa il suo ingresso nel centro sportivo giallorosso insieme con Rudi Garcia, giunto con non pochi problemi al suo terzo mandato, dopo il burrascoso maggio pieno di incomprensioni, liti e poi chiarimenti con il presidente Pallotta. 

PRIMO ALL’ARRIVOUn lampo del destino l’arrivo per primo di Yanga Mbiwa, l’eroe del derby, quello che ha dato il secondo posto matematico alla Roma, più di Doumbia, che Sabatini ha definito decisivo per la Champions. C’è Iago Falque, come detto, la novità, ma la gente non vede l’ora di rivedere correre Castan e Strootman, finiti nella lista dei convocati per il raduno di Trigoria e per il ritiro di Pinzolo, che comincia oggi. Loro ci sono ed è una buona notizia.

CORRERE, L’ALTRA NOVITÀ Correre bene, correre di più, soprattutto allenarsi senza infortuni. Questa è l’altra novità della terza stagione di Garcia. Una novità di concetto, quasi filosofica, che però ha un nome e cognome, Darcy Norman, canadese, uomo nuovo della preparazione atletica, voluto dalla società, che ha licenziato Paolo Rongoni, voluto lo scorso anno da Garcia. Tu allena, al resto pensiamo noi, è un concetto che il tecnico, per forza di cose, dovrà tenere bene a mente. E’ il nuovo corso, lo si nota anche da piccoli dettagli: Rudi è l’unico allenatore della serie A a parlare dal canale del club e non in conferenza stampa. A Pinzolo, probabilmente, farà una conferenza con Totti e va da sé chi sarà il vero protagonista di quell’incontro con la stampa. Garcia dovrà essere il numero uno in campo, non (più) davanti ai cronisti, anche perché quella conferenza stampa post derby non è andata già ai dirigenti e da lì il terremoto. Garcia è entrato nella parte, ha capito come dovrà essere ridisegnato il futuro. «Sono entusiasta, non vedevo l'ora di cominciare», le sue parole a Roma tv. 

IL NUOVO RUDI Il lavoro vero deve ancora cominciare, all’appello mancano alcuni giocatori, oltre a quelli che dovranno rendere prezioso il mercato di Sabatini. Non fanno parte del gruppo alcuni calciatori (big e non), che raggiungeranno la squadra al termine del ritiro di Pinzolo: Lobont, Manolas, Romagnoli, Torosidis, Pjanic, De Rossi, Keita, Nainggolan, Ibarbo, Ljajic e Doumbia. «Ci sono cose da sistemare, c’è un nuovo staff e un nuovo team manager. Va trovata sintonia, vogliamo mettere i giocatori nelle migliori condizioni di lavorare». Garcia è tirato a lucido, le vacanze avranno fatto bene. «C'è un tempo per ogni cosa, anche se resto sempre collegato con Sabatini e con il presidente. Il riposo serve più per la stanchezza mentale che fisica. Come ho trovato i giocatori? Bene, entusiasti. Ho voluto molti giovani con noi, a parte Iago Falque non ci sono nuovi per il momento». Ma ci sono Castan e Strootman, che Rudi spera di riavere a disposizione il prima possibile. «Loro rappresentano il nostro primo mercato, perché ci sono mancati molto lo scorso anno. Totti? Ha il buonsenso di presentarsi in gran forma: ha uno stile di vita da atleta». Trigoria, Pinzolo, poi le tournèe in Australia e Indonesia. «Possono sembrare cose strane ma ciò è il segnale che siamo un grande club. E’ la parte più bella del nostro lavoro, ovvero quella in cui si creano il gruppo e il gioco, che vogliamo spettacolare e vincente. Sono diventato romanista dopo il primo derby. E ogni giorno lavoro per onorare la società e il suo simbolo».

Fonte: Il Messaggero - Angeloni

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