Rassegna Stampa

Roma, è quì la festa. Una notte infinita e il bagno di folla Roma può sognare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-10-2013 - Ore 08:03

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Roma, è quì la festa. Una notte infinita e il bagno di folla Roma può sognare

«Ho portato 22 cornetti per tutti i giocatori. Non ce li fanno vedere? E pazienza, li regalo a qualche altro tifoso». Potenza del primo posto in classifica. Subito dopo il trionfo di Milano quasi mille tifosi, sotto una pioggia battente, hanno aspettato la Roma al rientro dal Meazza. Il charter da Malpensa doveva atterrare all’1.50: ha ritardato di quasi mezz’ora ma questo non ha spaventato i romanisti che, anzi, grazie al passaparola su Internet, aumentavano di minuto in minuto. Prima 500, poi quasi il doppio al momento dell’arrivo della squadra.

CORRIDOIO  Qualcuno, come il ragazzo dei cornetti, è rimasto deluso per non aver potuto avvicinare i calciatori, la maggior parte ha pensato solamente a battere le mani a Garcia e ai giocatori che sono passati col pullman tra due ali di folla, alle prese con bandiere, sciarpe e fumogeni. Gli unici ad avere contatti coi tifosi sono stati Baldissoni e Sabatini: tutti festeggiati, in particolare il direttore sportivo. Fosse stato per loro avrebbero consentito alla squadra un contatto più diretto con la gente, ma per motivi di sicurezza non è stato possibile: il pullman ha prelevato la squadra direttamente sulla pista, ma i giocatori hanno potuto tranquillamente toccare con mano l’affetto della gente. Non c’erano tutti, però: Florenzi, Borriello, Ljajic, Dodò, Jedvaj (poi volato a Zagabria a vedere la Dinamo, sua ex squadra) e Pjanic sono rimasti a Milano a festeggiare in discoteca. In Lombardia è rimasto anche il nuovo idolo della tifoseria, Gervinho, che in un locale ha incontrato l’ex interista Livaja e qualche tifoso che, anche a centinaia di chilometri da Roma, lo ha comunque riempito di complimenti. Castan, seguito sabato da tutta la famiglia a San Siro, ha scelto invece il lago di Lugano.

SOCIAL NETWORK SHOW La festa, però, era iniziata già negli spogliatoi di San Siro, sul pullman che ha portato la squadra all’aeroporto, e sull’aereo di ritorno, con i giocatori scatenati sui social network: la palma di «miglior fotomontaggio» va a Kevin Strootman che, non si sa se condividendola o creandola ad hoc, ha messo a Usain Bolt la faccia di Gervinho. Foto condivisa da mezzo mondo e inondata di commenti, con l’ivoriano che da «Frontinho» nella maggior parte dei casi è diventato «Boltinho». Ma anche all’olandese ne hanno dette tante: «Ammazza quanto meni», «Ghigno, grinta e volontà, continua così».Miralem Pjanic, invece, posta una foto del tabellone di San Siro: Inter 0-Roma 3: «E se ne vaaaa, la capolista se ne va», il suo commento. Al microfono non lo avrebbe mai detto, ma il concetto è chiaro.

 

Fonte: Gazzetta dello Sport - Zucchelli

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