Rassegna Stampa

Rudi abbassa i toni: «Io resto qui finché mi vogliono»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-06-2015 - Ore 08:59

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Rudi abbassa i toni: «Io resto qui finché mi vogliono»

IL MESSAGGERO/A. ANGELONI - Dopo il Garcia non si tocca, è arrivato il fischio. Da quei tifosi che “facilmente” sostengono la squadra quando tutto va bene e invece le voltano le spalle quando tutto va storto, magari aizzati da quei cattivoni dell’ambiente. La gente ascolta e giudica e per tanti, rudi sabato scorso ha sbagliato a dire certe cose. La domenica, sconfitta parte, non è proprio positiva per il tecnico della Roma, bacchettato da tutti i dirigenti e in pubblico elegantemente da Sabatini e da molti sostenitori della Roma. Del resto, qualcosa di inesatto, in quella conferenza pre Roma-Palermo, è stata detta.

INESATTEZZE - Garcia ha fatto bene a ricordare che la Roma è quinta, in Italia, come fatturato. Davanti al club giallorosso ci sono Juventus, Milan, Napoli e Inter. Ma a far la differenza, è lui il primo a sostenerlo, sono i giocatori di primo piano. Che, lo sanno tutti, hanno stipendi elevati. In questa classifica la Roma è seconda dietro i campioni d’Italia. Proprio come da posizione finale in questi ultime due stagioni. Come mai allora la Roma è stata eliminata-umiliata dalla Fiorentina (due sconfitte, all’Olimpico, senza segnare nemmeno un gol e subendone 5), in Coppa Italia ed Europa League? Proprio lì, Montella ha considerato finito il progetto tecnico. Qundi la società viola è messa peggio di quella giallorossa, eppure in due competizioni dove non si è incontrata la Juventus, la brutta figura è arrivata. Si attendeva il ritorno su quelle dichiarazioni, magari smentendole, sostenendo come sempre che sono state mal interpretate etc etc. Eccole, le sue parole, dopo Roma-Palermo. «Odio perdere, ma mi assumo le responsabilità per il risultato», dice subito Rudi. «Ma l’importante è aver visto la gioia dei nostri tifosi». Che hanno sentito il rumore della sua conferenza stampa. Chi ha più soldi vince, questo il tema poco gradito. «Se spendi bene, vinci, ma vanno spesi bene. Non avessi detto che avremmo vinto lo scudetto, non saremmo arrivati in Europa. La sintonia con la società c’è. Lavoriamo insieme e prendiamo le decisioni insieme e questo non cambierà. Il mio futuro? Finché mi vogliono io resto. Le mie parole sul mercato? Ho cercato di proteggere la società, non di attaccarla. Abbiamo un presidente fantastico». Valorizza ancora il suo lavoro, Rudi. «Sono più contento di questa stagione che non della precedente. Sono arrivato sulle ceneri, la squadra aveva voglia di riprendersi, ma anche quest’anno nei primi mesi si è visto il gioco. Poi abbiamo avuto difficoltà, ma abbiamo dimostrato orgoglio, dignità e carattere».

 

Fonte: Il Messaggero/A.Angeloni

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