Rassegna Stampa

Rudi contro l’ultimo tabù

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 03-10-2014 - Ore 09:01

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Rudi contro l’ultimo tabù

«Ce la possiamo giocare con tutte le squadre al mondo». Dunque, pure con la Juve. Domenica James Pallotta sarà con la sua Roma a Torino.Non fa il nome della squadra di Allegri. Che, almeno in campo e quindi in classifica, resta la Grande Rivale. Anche perché la proprietà Usa, da quando si è insediata a Trigoria, non ha conquistato nemmeno un punto allo Stadium.Il raccolto fuori casa è stato umiliante: 4 sconfitte su 4 nelle ultime tre stagioni, 17 gol presi e solo 1 (su rigore) realizzato. Diversi gli allenatori (tre), non i risultati. Come il presidente giallorosso, anche il recordman Rudi Garcia, vuole interrompere la striscia negativa. Il francese, nel suo primo anno in Italia, ha perso due volte in campionato solo contro i bianconeri.


E’ caduto, a giochi ormai fatti, anche all’Olimpico, l’11 maggio scorso, subendo lo sgarbo dell’ex Osvaldo.

 

 


SENZA STORIA –  Quattro partite a senso unico. E prive di alibi. La prima sbandata, con Luis Enrique in panchina, il 24 gennaio 2012: 3 a 0 nei quarti di Coppa Italia, reti di Giaccherini, Del Piero e autogol di Kjaer. Dopo mezzora, la Juve avanti di due gol e match archiviato. E finale in inferiorità numerica per l’espulsione di Lamela. Già, i cartellini rossi: 4 come le sconfitte. A confermare che allo Stadium tutto è sempre andato storto. Luis Enrique, però, riuscì addirittura a far peggio nella sfida di campionato del 22 aprile 2012: doppietta di Vidal, reti di Pirlo e Marchisio. Rosso a Stekelenburg e 3 gol in 29 minuti. Quel 4 a 0, dei quattro kappaò, resterà il più pesante. E il 2012 diventerà l’anno horribilis delle trasferte in Casa Juve: crollo anche nel terzo viaggio a Torino, con Zeman appena tornato sulla panchina della Roma. Il 29 settembre finì 4 a 1 per i bianconeri: reti di Pirlo, Vidal, Matri, Osvaldo e Giovinco. La resa in un niente: 3 a 0 in 19 minuti, record nei quattro flop contro i bianconeri. 

 


SCONTRO DIRETTO - Antonio Conte non c’è più e da questo punto di vista è il caso di dire che è meglio così. Perché l’attuale ct azzurro è stato capace di aggiudicarsi anche lo scontro diretto del 5 gennaio 2014. Davanti a lui, per la prima volta in assoluto, Garcia. La sfida è probabilmente la più equilibrata, anche perché i giallorossi inseguono, da secondi, con 5 punti di svantaggio. E con 21 gare al traguardo, la corsa scudetto sembra comunque aperta. Lo scarto, però, è di nuovo inequivocabile: 3 a 0 con gol di Vidal, Bonucci e Vucinic. Per quanto il gap in classifica, rispetto alle stagioni precedenti, sia diminuito, il bunker della Juve si conferma inespugnabile. Non c’è proprio niente da fare, anche se, per il crollo definitivo, bisogna aspettare la mezzora della ripresa e le espulsioni di De Rossi e Castan. I bianconeri, salendo a più 8, mettono nel mirino il terzo scudetto di fila.

 


SLALOM PARALLELO –  Domenica pomeriggio, almeno in partenza, la sfida sarà per forza di cose più bilanciata. La Juve e la Roma si presentano affiancate a punteggio pieno: 15 punti. L’impressione, in questo inzio di torneo, è che la lotta per il titolo riguardi proprio le stesse pretendenti della stagione scorsa. Garcia sbarcherà a Torino ancora imbattuto: 6 successi (5 in campionato e 1 con il Cska in Champions) e 1 pari (martedì a Manchester contro il City) in 7 gare. Allegri, persa la prima partita mercoledì a Madrid contro l’Atletico, si presenterà senza aver preso nemmeno un gol in campionato. Il francese ha più assenze del collega. Ma la rosa giallorossa è sicuramente migliore rispetto all’anno passato. «Il risultato dipenderà da molti fattori. Se penso che a Mancester, però, dopo il gol preso, abbiamo reagito subito con grande orgoglio, prendendo la traversa con Maicon e avendo altre occasioni, questo mi fa sperare il meglio» avverte Pallotta. «Contro il City ci mancavano anche grandi calciatori: in questo senso è stata una serata davvero importante». Walter Sabatini è della stessa idea: «Con la Juve ce la giochiamo, siamo felici di affrontarla a pari punti e con una restituita dignità al campionato. Poi spererei che il torneo si arricchisse di altri protagonisti: le nostre possibilità potrebbero crescere. Credo che succederà». Keita va oltre: «Con la Juve non sarà facile, ma la Roma può battere chiunque. Dobbiamo essere una grande squadra: la parola sconfitta deve essere cancellata dalla nostra mente».

Fonte: il messaggero (U. Trani)

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