Rassegna Stampa

Rudi: ''Io vado alla guerra, ora ci vogliono uomini veri''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-03-2015 - Ore 09:45

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Rudi: ''Io vado alla guerra, ora ci vogliono uomini veri''

"Sono mortificato ma non abbattuto. Ora ci sono due possibilità: o moriamo oppure alziamo la testa e ci risolleviamo». Chiudi gli occhi e sembra di riascoltare il famoso discorso di Al Pacino nel film Ogni maledetta domenica. Li riapri e ti accorgi invece che a parlare è Rudi Garcia. Appare trasformato rispetto al tecnico remissivo visto in campo per 90 minuti. Battagliero, ferito nell’orgoglio, forse rinfrancato dall’aver capito che la parte calda del tifo è con lui, è pronto addirittura a lanciare una sfida. L’ennesima: «Chi ha la personalità e il carattere, da ora in poi mi potrà seguire, con quelli risolleveremo la Roma. Chi sarà invece troppo debole non mi interessa. Ricomincio a combattere da domani mattina. Ci vogliono i veri uomini adesso, io andrò alla guerra: chi ha carattere mi segua». E’ forse la scintilla che in molti aspettavano. Anche se tardivamente, Rudi sembra tornato per qualche secondo l’uomo che aveva affascinato «la piazza più difficile del mondo», l’uomo sicuro delle proprie idee, che non aveva paura ad esempio di andare a parlare vis a vis con i tifosi in ritiro per difendere Osvaldo, con le valigie già pronte.

SOLI CONTRO TUTTI - Questa sera ha preferito evitare il confronto, scendendo per primo le scalette che portavano allo spogliatoio. Poi però, davanti alle telecamere e ai microfoni, l’allenatore francese gonfia il petto e alza i toni: «Voglio rigiocare la Champions e faremo tutto per vincere queste 11 partite. Mancano 11 battaglie per questo secondo posto, solo lo staff e i giocatori possono vincerle. Io non mollerò un secondo fino alla fine di questo campionato! Ci saranno ancora delle gare all’Olimpico, sono i miei giocatori che possono fare in modo che il nostro stadio torni in un posto in cui è piacevole giocare, cosa che abbiamo perso in queste due gare». Gli chiedono un’analisi sul perché di questa involuzione: «Non è un problema tattico, fisico o tecnico. Adesso siamo soli contro tutti ma la stagione può finire bene, bisogna affrontare le difficoltà e lo faremo. Conosco solo una ricetta: vincere. In questa squadra c’è chi è più giovane e chi ha più esperienza, i leader devono incoraggiare i più giovani. Posso contare su tutti i giocatori, lo penso e me lo auguro…». Una precisazione inquietante.

ERRORI INDIVIDUALI - Gli chiedono che cosa si sente di promettere alla tifoseria: «Questa serata è stata particolare ma sono certo, possiamo risollevare la Roma. Darò tutto fino all’ultima energia per finire bene questa stagione». Il condottiero che sembra far scudo a tutto e tutti, poi però scivola sul più bello, addossando le responsabilità della disfatta di ieri sera agli «errori individuali» e dunque alla squadra: «Complimenti alla Fiorentina ma se regaliamo due gol in una partita così è impossibile qualificarsi. Due distrazioni così in un momento del genere non dovevano esserci. La voglia c’era, i ragazzi avevano dimostrato di non giocare per lo zero a zero, hanno fatto pressing e dimostrato che c’era voglia. Ma questi episodi ti mettono a terra. La paura non fa esprimere le potenzialità e contro gli errori individuali non c’è niente da fare. Ora concentriamoci al 2000% sul campionato». Non fa nomi ma a Holebas e Skorupski saranno fischiate inevitabilmente le orecchie.

Fonte: Il Messaggero

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