Rassegna Stampa

Russia, niente Olimpiadi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-11-2015 - Ore 07:36

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Russia, niente Olimpiadi

IL MESSAGGERO - SANTI - La Federatletica mondiale ferma la Federazione russa: niente gare e niente Olimpiadi di Rio. Un colpo tremendo, una sanzione durissima per punirla del doping di Stato smascherato dalla commissione della Wada. Tutti sospesi senza una scadenza precisa come ha spiegato Sebastian Coe, il presidente della Iaaf dopo il vertice convocato in tutta fretta e in teleconferenza, con lui a dirigere da Londra. «Abbiamo deciso di sospendere la Federazione russa in via provvisoria, senza scadenza. È la sanzione più dura che potevamo prendere. Abbiamo discusso - ha affermato Coe - e abbiamo valutato che l’intero sistema ha fallito nei confronti degli atleti, non solo in Russia ma in tutto il mondo». Due ore di dibattito per arrivare a questa conclusione dopo una votazione finita 22 a 1. L’unico a non votare è stato il russo Mikhal Butov che non era eleggibile. Coe, in un lungo comunicato, ha affermato che non ci sarà più alcuna tolleranza sul fronte del doping mentre Frankie Fredericks, ex grande sprinter della Namibia e oggi presidente della Commissione atleti, ha affermato che «gli atleti lavoreranno per ripulire l’atletica e riportare la pulizia nell’ambiente».
Decisione durissima come mai era accaduto nel mondo dello sport quella assunta dalla Iaaf, che apre scenari imprevedibili soprattutto a livello politico. La Russia fuori dalle Olimpiadi - ma anche dalle grandi competizioni internazionali del 2016 - può scatenare un caos internazionale. Dietro l’angolo ci sono ripercussioni enormi come quelle di possibili boicottaggi in futuro, della Russia e del Paesi alleati. Le conseguenze della decisione di ieri, la più dura e anche drammatica, fanno sì che nel 2016 gli atleti russi non potranno gareggiare in nessuna competizione internazionale e il Paese non sarà autorizzato a ospitare gare come la Coppa del Mondo di marcia (dove dovrebbe rientrare alle competizioni Alex Schwazer) a Cheboksary in maggio e i Mondiali junir a Kazan in luglio. Gli atleti russi potranno competere solo nelle manifestazioni domestiche sottoponendosi ai controlli antidoping internazionali.
LA REAZIONE DI MOSCA - Per tutto il giorno, annusando l’aria che tirava, c’è stato un autentico contrattacco russo, per certi versi non comprensibile ma spiegabile dopo il verdetto della Iaaf. Dopo le affermazioni arrivate da Mosca giovedì, ieri il ministro dello sport russo, Vitali Muyko, è passato ad accusare la Federatletica mondiale. Un atteggiamento strano, non in linea con le dichiarazioni più morbide del girono precedente. «La Iaaf ha nascosto dal 2008 i risultati di 155 test antidoping - ha detto Mutko - e atleti russi coinvolti solo in 15 di questi casi». Ha lanciato, il ministro, un’accusa ai dirigenti di Montecarlo. «L’anno scorso la Iaaf ha presentato 155 test positivi, ma chissà perché per 5-7 anni non lo sapevano nè gli stessi atleti nè le rispettive federazioni di atletica», la sua dichiarazione. Appare però strano questo dato, che non è mai emerso. I test urinari quando escono con positività dal laboratorio vengono subito alla luce: la risposta è inviata anche alla Wada. Impossibile, quindi, nasconderli. Se Mutko si riferisce a esami per il passaporto biologico, il discorso è diverso me in quel caso non si può parlare di positività. Si è schiarata anche Yelena Isinbayeva, l’astista che ha ripreso ad allenarsi dopo la maternità. Voleva andare a Rio ma, se non ci saranno fatti nuovi, il suo rimarrà un sogno. «Mi auguro che la Federatletica mondiale - ha detto la primatista del mondo - adotti decisioni corrette e ai Giochi di Rio 2016 gli atleti innocenti possano gareggiare».
LA RIVELAZIONE - Ennesima verità di Alex Schwazer che è intervenuto sulla questione Russia. Il marciatore ha svelato che i russi gli avevano chiedo di prendere il passaporto di quel Paese. «Mi avevano promesso: se diventi russo sarai più veloce», ha detto Schwazer spiegando di essere entrato in confidenza con i marciatori russi nel 2011 e di avere appreso da loro molte cose.


Fonte: Il Messaggero - Santi

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