Rassegna Stampa

Sabatini ha perso e adesso potrebbe andare via

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-01-2016 - Ore 07:57

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Sabatini ha perso e adesso potrebbe andare via

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Perché il presidente James Pallotta ha voluto incontrare Luciano Spalletti a Miami, anziché far chiudere l’accordo in Italia al d.s. Sabatini e destinare da subito il nuovo allenatore alla preparazione della partita di domenica contro il Verona? 
C’è chi dice perché aveva fatto lo stesso con Rudi Garcia, che fu invitato a New York. C’è chi dice che i dettagli da limare non erano pochi. C’è chi dice che sia stata una richiesta di Spalletti. C’è chi dice che sia il segnale che i ruoli all’interno della società si stiano modificando, con la parte «americana» destinata a sottrarre spazi a quella «italiana». Come capita spesso, il mix può essere la risposta giusta. 
L’investitura diretta da parte del presidente dà forza al tecnico. Il d.s. Walter Sabatini ha difeso fino all’ultimo la panchina di Rudi Garcia: vedeva anche lui la deriva dei risultati, ma rinviare a giugno l’addio gli avrebbe permesso di dare la caccia ad Antonio Conte. È stato Pallotta a non volere la figura di un traghettatore e si è preso la responsabilità della scelta. Il grande sponsor di Spalletti è stato il braccio destro americano del capo, Alex Zecca. 
Voci interne a Trigoria — ma anche i commenti di importanti dirigenti del calcio italiano — escludono che la posizione di Sabatini sia a rischio. Ha saputo destreggiarsi nel mercato delle plusvalenze e questo a Pallotta va benissimo. Qualcuno, però, nelle ultime settimane ha spiegato al presidente che non vincere e vedere l’Olimpico sempre più vuoto sono minusvalenze. 
Sabatini non avrà mai problemi a trovare una nuova sistemazione, se dovesse decidere di andarsene dalla Roma dopo aver chiuso questo mercato di riparazione. Ad esempio è molto stimato dalla dirigenza del Bologna e Joey Saputo non ha meno disponibilità o ambizioni di Pallotta. Il d.s. è stato chiaro: «Se affonda Garcia, affondiamo tutti». Non sarebbe la prima volta che un dirigente sportivo dice una cosa e poi se la rimangia, ma non sarebbe da Sabatini. 
C’è molto da fare, nella Roma, per ricostruire il rapporto con i tifosi. Farlo con chi ha dato tanto potrebbe essere l’idea giusta. È da figure come Sebino Nela o Francesco Rocca, in ambiti diversi ma ugualmente importanti, che si può ripartire. Pallotta lo vorrà? E qualcuno gli spiegherà chi sono e perché i romanisti li sentono vicini? 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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