Rassegna Stampa

Sabatini, Pallotta e i conti: l’azionista non ci vede chiaro

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-10-2015 - Ore 07:56

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Sabatini, Pallotta e i conti: l’azionista non ci vede chiaro

IL MESSAGGERO - CARINA - Premessa d’obbligo: non si tratta certo di un ritratto degli umori della tifoseria ma di uno spaccato delle idee di chi, anche in minima parte, ha investito i propri risparmi nella Roma. Precisazione dovuta che però non diminuisce la sorpresa per tanto malumore sulla gestione della società, all’indomani del successo di Firenze che ha regalato il primo posto in classifica alla squadra di Garcia. E così c’è chi è perplesso «per il costo dei cartellini e delle provvigioni per giocatori come Ponce, Mendez e Gerson»; chi critica aspramente la gestione del patrimonio («Il bilancio, nonostante i proventi della Champions, presenta perdite in aumento. Senza contare il finanziamento richiesto che richiede un esborso di 35 milioni annui. Se la Roma non si dovesse qualificare alla prossima Champions, cosa accadrebbe?»); chi se la prende con il ds Sabatini («Acquista soltanto giocatori dal sei all’undici. E poi perché andare in giro per il mondo a comprare elementi non adatti alla Roma? A questo punto andasse con il trenino a Frosinone e prendesse i giocatori lì»); altri che lamentano la mancanza di uno sponsor («E’ grave come danno economico e d’immagine») e chi avanza dubbi sia sulla futura proprietà del nuovo stadio («Ma sarà davvero della Roma?») che sulla mancata presenza di Pallotta in loco («Possibile che non ci sia mai?»), il quadro che ne emerge è molto critico.
LE RISPOSTEIl dg Baldissoni, prova a rispondere: «Il presidente Pallotta è a Boston ma lavora per la Roma. Riguardo al finanziamento concesso, è di una somma totale inferiore al fatturato della società e ai ricavi. Tra l’altro è di un rating a basso rischio. Sulle valutazioni del mercato, sono stati raggiunti 190 milioni di plusvalenze, pur aumentando la competitività. Inoltre abbiamo 1140 giocatori visionati nel nostro sistema». Una pausa, e poi riprende: «Riguardo allo sponsor sulla maglia, si sta cercando di valorizzare al massimo il brand Roma cercando il partner migliore. Siamo fiduciosi. Sulla situazione allo stadio Olimpico, si tratta di norme attuate dalla Prefettura. Stiamo cercando di trovare una normalizzazione e credo che siamo vicini a trovare una soluzione». In mattinata, a Radio Anch’Io il dg aveva rimarcato la soddisfazione per il primato, ammettendo come l'avversario più temibile per la Roma «sia la Roma stessa. Non è retorica. Sappiamo di essere attrezzati per vincere, non ci nascondiamo». Se sul futuro di Totti rimanda la decisione alla «volontà di Francesco» e assicura come Garcia non sia stato «mai in discussione», sul mercato di gennaio non si tira indietro: «Noi siamo amministratori prudenti e nel budget annuale abbiamo previsto l'uscita dal gruppo di Champions e l'entrata in Europa League. Non ci contiamo quindi pur sperando di ottenere. Se comunque serviranno delle risorse, le troveremo. Anche muovendo la rosa attuale».

Fonte: IL MESSAGGERO - CARINA

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