Rassegna Stampa

Sabatini: «Senza la Champions sarebbe un fallimento»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-04-2015 - Ore 11:00

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Sabatini: «Senza la Champions sarebbe un fallimento»

Adesso hai voglia a pensare al mercato, con il Napoli che oggi può avvicinarsi a due punti e la Lazio scappare via. Con altri ex biancocelesti – Mancini ed Hernanes – che si divertono a fare un favore a Pioli. Ma qui è la Roma che non fa più un favore a se stessa. «Vorrà dire che dovremo resettare la nostra testa – ha spiegato il d.s. Walter Sabatini –. Ci predisporremo per un’altra situazione di classifica, dobbiamo iniziare a vincere le partite, già da mercoledì con il Sassuolo». Presto che è tardi, diceva quello. Non è mai troppo tardi, per salvare la faccia: «Senza Champions a fine stagione, il fallimento sarebbe evidente. Ma non dobbiamo disdegnare il terzo posto, la società è solida, non è un risultato che porta a cambiare certi obiettivi».
TOTTI E PJANIC - La faccia non tradisce rassegnazione, almeno questo: «I processi li abbiamo già fatti. Ma la posizione di Garcia è solidissima, il tecnico è stato per oltre 70 partite primo o secondo in classifica, da questo momento ne usciremo con lui».

La conferma del tecnico è servita, insieme con i soliti dubbi sulla sua posizione: «Sono rammaricato per il risultato, ma non per la prestazione della squadra – ancora Sabatini –. Non è però adesso il tempo dei bilanci. I voti si danno alla fine della stagione. Li darò io alla Roma e la Roma a me». Totti però continua a essere intoccabile. Nonostante un’altra prestazione deludente, nonostante la Roma in campo abbia cambiato marcia dopo la sua uscita: «Il rinnovo di Francesco? Vedremo come ripartirà la prossima stagione, deciderà lui, noi lo staremo a sentire – ancora Sabatini –. Ayew? È uno dei giocatori che stiamo seguendo». E con lui il gioiellino Romario Baldè, attaccante classe 1996 del Benfica. «Non faremo rivoluzioni, solo ritocchi», spiega il d.g. Mauro Baldissoni. «Ma non voglio parlare di mercato – ribatte Sabatini –. E neppure dell’attacco sterile: l’anno scorso segnavamo perché eravamo forti nella testa, quest’anno lo siamo meno». Frase che punta il dito sul gruppo. Vallo a dire a Miralem Pjanic, che rincara la dose: «Se non vinciamo le partite, non dobbiamo cercare alibi. Così le cose non vanno. Dobbiamo cambiare negli atteggiamenti durante la settimana e lavorare di più. Non voglio lanciare bombe, però…». Però l’ha fatto.

Fonte: Gasport

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