Rassegna Stampa

Salah, il giorno dell’ultimatum Della Valle: “Voglio la risposta”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-07-2015 - Ore 07:34

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Salah, il giorno dell’ultimatum Della Valle: “Voglio la risposta”

REPUBBLICA - FERRARA/MAGRINI - LA SCENA vale un film: comico, drammatico, surreale. O forse tutto quanto insieme, tipo un bel Tarantino vecchi tempi. Nella stanza ci sono cinque personaggi: un direttore sportivo con accento romanesco, un manager aziendale con cognome nordista e poi un agente mezzo colombiano e mezzo arabo. Con lui altre due persone? Bodyguards? No, un avvocato e un assistente. La lingua ufficiale è l’inglese, con inflessioni varie e assortite. In sintesi: i primi due mettono sul tavolo le offerte, il colombiano residente a Dubai insiste: more, more, more. E così per due orette. Alla fine i due dicono basta. Ultima offerta: 3 milioni all’anno più vari bonus (si arriva quasi a tre e mezzo)per cinque anni di contratto, ma Mohamed Salah domani deve dire sì o no. Punto. Sarebbe un ultimatum, insomma. Il colombiano non si fa ne in qua e né in là. L’atmosfera è freddina. Sorrisi zero. Lui dice: “ok”, stringe le mani, si rimette sul naso gli occhiali da sole, saluta e se ne va. A questo punto nel film di Tarantino escono fuori le pistole e i muri lindi iniziano a verniciarsi di rosso sangue. Ma qui per fortuna non finisce così. Finisce che Adv, non presente all’incontro, avvisato dai suoi, dice la sua: «Abbiamo fatto il massimo, entro domani esigiamo una risposta ». Sensazioni? Nessuna. Il colombiano- arabo non ha smosso una ruga del viso. Non deve essere facile giocare a poker con lui. L’agente quello che voleva l’ha già ottenuto. La Fiorentina si è svenata, ci mancava solo che Pradè e Rogg mettessero sul tavolo anche due paia di Tod’s (le loro). Ma d’altra parte su questa storia c’è in ballo una questione tecnica. Ma anche l’ immagine. E il gioco al rialzo fatto intorno al giocatore era facile prevederlo. Troppi interessi, e la Fiorentina era in qualche modo costretta a ricominciare da lui. Perché, cacciato l’allenatore, con Gomez da vendere e Rossi da rimettere in piedi, serviva un top player per dare un senso a questo nuovo inizio. Tutto fatto? Ancora no. A Milano, casa Inter, per esempio, sono convinti che la storia non è finita qui. E sul fronte viola c’è molto nervosismo, tanto che il motto è uno solo: se dice no significa che era già d’accordo con qualcun altro. Oggi tutto sarà più chiaro.

Tra quelli che aspettano di conoscere cosa deciderà di fare Salah c’è sicuramente Josip Ilicic. Se l’egiziano restasse, ovviamente, per il “72” sarebbe più facile immaginare una cessione. Lo sloveno è tornato nel mirino del Bologna. Anzi. Pantaleo Corvino è arrivato ad un passo dall’accordo con la Fiorentina. Si parla di (circa) 7 milioni di euro. Il problema, così come nel mercato invernale, è convincere il giocatore. All’epoca si oppose perché non aveva voglia di scendere in Serie B ora, invece, si tratta soltanto di una questione economica. Ilicic a Firenze guadagna 700 mila euro più bonus e, per andare a Bologna, chiede un aumento. Condizioni insostenibili, per i rossoblù. La trattativa, comunque, resta assolutamente viva. Capitolo Storari. Nella mattinata di ieri, prima di recarsi all’incontro per Salah, è stato lo stesso Andrea Della Valle a parlare col giocatore. Un contatto utile a far (ri)cambiare idea all’ ex juventino. Traduzione: la Fiorentina è nuovamente in vantaggio sul Cagliari. Tutto questo mentre a Milano arrivava Fali Ramadani che, tra i tanti incontri in agenda, potrebbe averne uno anche con i viola. Sul tavolo c’è il nome di Valon Behrami.

Fonte: Repubblica - Ferrara/Magrini

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