Rassegna Stampa

Salviamo il Dc 9 di Pertini e della partita a scopone con Bearzot, Zoff e Causio. Rischia la demolizione

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 01-03-2016 - Ore 20:40

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Salviamo il Dc 9 di Pertini e della partita a scopone con Bearzot, Zoff e Causio. Rischia la demolizione

Pochi giorni fa è stato l’anniversario della morte di Sandro Pertini, che ci ha lascito il 24 febbraio di 26 anni fa. Il 28 di febbraio è stato il compleanno di Dino Zoff, 74 anni per il portiere che ha alzato la coppa del Mondo al Santiago Bernabeu quasi 34 anni fa. Zoff e Pertini. Se ci pensate bene, c’è subito un’immagine che fa capolino nelle vostre teste. Si, esattamente quella. La foto della mitica partita a scopone del Presidente Pertini con Enzo Bearzot, Dino Zoff e Franco Causio. Quella sull’aereo che riportava a casa i Campioni del Mondo più amati della storia dello sport italiano. Ebbene, sappiate che un pezzo della storia italiana, l’aereo militare che riportò indietro i Campioni del Mondo del 1982, rischia di essere distrutto, rottamato, cancellato per sempre. E’ uno scempio che vogliamo evitare, e faremo il possibile, anche con il vostro aiuto, per farlo. Sandro Pertini e la partita a scopone rischiano di rimanere un ricordo destinato a sbiadirsi nel tempo. E’ una cosa che ci rattrista, e che vorremmo veramente evitare. Magari proprio con l’aiuto di Alitalia, attuale proprietaria dell’aeromobile.

SANDRO PERTINI DINO ZOFF E LA PARTITA A SCOPONE, LA STORIA DELL’AEREO

Sandro Pertini e quella partita a scopone con la Nazionale Italiana di ritorno da Spagna 1982 rappresentano una delle immagini più indelebili nelle menti di molti italiani. L’euforia Mundial, una gioia sportiva difficilmente ripetibile; una squadra, quella di Bearzot, che sembrava destinata all’eliminazione, che invece, mettendo in fila Argentina, Brasile, Polonia e Germania, conquistò la Coppa del Mondo. Gioia allo stato pure. In un Italia che si apprestava a vivere l’ubriacatura degli ‘anni 80 appena iniziati. Quella partita a scopone, con quattro uomini – Pertini, Bearzot, Causio e Zoff – che già allora sembravano uomini di altri tempi, rappresenta quell’Italia sobria e rispettosa che abbiamo imparato ad amare. Un’immagine che potrebbe essere orgoglio non solo dello sport italiano, ma anche di Alitalia, proprietaria dell’aereo, e di tutto il paese.

L’Italia tornava a Casa dopo il trionfo del Santiago Bernabue, con il nostro Capo dello Stato e la Coppa del Mondo a bordo di un Dc9 32 dell’aeronautica militare, registrato MM61012.

Oggi, l’aereo è parcheggiato nel piazzale antistante l’hangar Avio 4 dell’aeroporto di Fiumicino, rischia quindi di essere fatto a pezzi portando con sé il ricordo diventato icona di un Paese. E pensare che, al suo interno, l’aereo, che non può più volare, è perfetto, ben mantenuto. E quel tavolo è lì, che attende un palcoscenico degno della sua storia popolare.

SANDRO PERTINI PARTITA A SCOPA, IL DC 9 32 PRESO DA ALITALIA NEL 2007

Alitalia nel 2007 ha ricevuto l’aereo di Sandro Pertini con l’obiettivo di addestrare i futuri tecnici di Alitalia Servizi. L’aereo, un Dc-9 32 acquistato nel 1974 con fondi della Presidenza del Consiglio e utilizzato dal trentunesimo stormo per trasporto sanitario e di personalità, è stato dimesso dall’Aeronautica Militare nel 2001 ed è stato ceduto a Boeing nell’ambito dell’acquisto dei tanker KC-767A. Già all’epoca si pensò di trasformare l’aereo di Sandro Pertini in un monumento presso il 31° stormo, ma si decise di non andare avanti a causa degli impegni di manutenzione che avrebbe comportato.

SANDRO PERTINI PARTITA A SCOPA, IL TENTATIVO DI TRASFORMARE L’AEREO IN UN MONUMENTO

Nel 2007 l’aereo è stato ceduto ad Alitalia e trasportato per via urbana (cioè come trasporto straordinario) da Ciampino a Fiumicino in quanto non più in grado di volare. Arrivato al Leonardo da Vinci ha visto l’aggiunta del logo Alitalia al lampo azzurro militare. Nel 2010 un altro modello in dotazione alla Compagnia aerea, il MD80, esce dalla flotta AZ e si decide di sostituire il DC9 con un apparecchio più rappresentativo della flotta e dunque più idoneo all’addestramento. Ma Alitalia per prima capisce che non può liberarsi di quel pezzo di storia e lo custodisce presso l’hangar numero 5, dove da allora occupa una ‘baia’ completa di manutenzione. Negli anni, secondo quanto riferito dalla stessa Alitalia, la compagnia ha cercato di donare l’aereo a soggetti interessati a custodirlo e valorizzarlo. La compagnia conferma che sono arrivate alcune richieste da parte di scuole, musei e imprenditori allo scopo di trasformare il Dc9 32 di Sandro Pertini e della famosa partita a scopone in un simbolo aeronautico donato da Alitalia. Tra le varie ipotesi ci sarebbe anche quella di demolirlo, soluzione che però non piace neanche alla stessa compagnia.

SANDRO PERTINI PARTITA A SCOPA, TROVIAMO UNA SOLUZIONE

Si è pensato anche di usare l’aereo di Sandro Pertini per coinvolgere i giovani facendo nascere da parte loro un interesse per le professioni specialistiche del settore aeronautico grazie anche alla nascita di progetti multi regionali di formazione con il coinvolgimento di istituzioni, comuni e università. Infine, il Dc9 di Sandro Pertini avrebbe rappresentato la pietra miliare per la nascita di un museo aeronautico.

L’AEREO DEGLI AZZURRI DEL 1982, UN PEZZO DI STORIA CHE RISCHIA DI SPARIRE

Ma alla fine, come confermano anche dalla ex compagnia di bandiera, tutti coloro che si erano detti interessati in un primo momento si sono allontanati spaventati anche e soprattutto dalla complessità dell’operazione e dai costi del trasporto dell’aereo. Con il risultato che, vista l’impossibilità di donare l’apparecchio, Alitalia è stata costretta a considerare l’ipotesi della rottamazione. All’inizio dell’anno, anche per liberare l’hangar destinato alla manutenzione, l’aereo è stato collocato in un’area esterna all’aviorimessa. Con il risultato che le intemperie e i fattori esterni rischiano di rovinarlo.

Ingenuamente si poteva pensare che l’iniziativa fosse semplice visto che si sarebbe trattato di una donazione, invece gli aspetti burocratici e di gestione dei costi si sono moltiplicati. Anche se, almeno stando alla versione ufficiosa della Compagnia aerea, la gestione di un aeromobile è più complessa di quanto si possa immaginare. Ad ogni modo, i promotori del “salvataggio” del Dc9 32 di Sandro Pertini, che ci hanno raccontato questa storia, mirano giustamente a salvare l’aereo e, in qualche modo, a salvaguardare anche il nome di Alitalia. Purtroppo però il tempo stringe e se non si prenderanno in fretta provvedimenti, l’aereo rischia di essere distrutto e con lui scomparirà il ricordo di Sandro Pertini e di una partita a scopone storica.

Perché non provare a salvare un pezzo del nostro vissuto comune? Perché non valorizzare un pezzetto della nostra memoria? Perché, se è vero che anche Alitalia ha provato a farlo, nessuno combatte per evitare che si cancelli un pezzo della nostra storia? Siamo convinti che anche lo sport italiano si mobiliterà per evitare una cosa del genere. Per quanto possa essere complesso, per quanto posse essere costoso, siamo convinti che quell’areo, quel pezzetto di storia di sport e costume italiano, meriti una sorta migliore.

Fonte: Giornalettismo.com

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luca azzini 02/03/2016 - Ore 15:47

ennesimo esempio di disinteresse per la nostra memoria storica!

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