Rassegna Stampa

Samuel dice basta, cade il muro tricolore

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 26-05-2016 - Ore 09:16

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Samuel dice basta, cade il muro tricolore

LEGGO - BALZANI - «Samuel è il cognome del mio papà adottivo. Il mio padre naturale andò via di casa che io ero ancora piccolo. Ha provato a farsi rivedere quando sono diventato famoso, ma gli ho detto di stare alla larga o l’avrei ucciso». Walter Adrian Samuel può essere riassunto in questo crudo frammento della sua vita, diventata agiata e scintillante grazie al pallone, ma cominciata in un’atmosfera molto lontana dalla morbida bambagia. L’argentino, The Wall come venne ribattezzato a Roma, ha appeso gli scarpini al chiodo. Ora dello scudetto giallorosso del 2001 resta in attività soltanto Totti. «Bello vedere che ancora cambia le partite», ha commentato Samuel che è un altro pezzo del Triplete interista datato 2010 ad entrare definitivamente nel libro dei ricordi. L’ormai ex difensore ha detto basta a 38 anni, dopo aver vinto con il Basilea il campionato svizzero, battuto dagli acciacchi fisici divenuti ormai insopportabili. In un’intervista a Baz Zeitung ha ricordato gli anni passati sotto la guida di Mourinho: «Lui sapeva togliere pressione ai giocatori, spostandola su se stesso. Era molto diretto, una dote che a me piaceva. Ricordo quanto fosse arrabbiato dopo una sconfitta per 3-0 a Catania. Ci radunò in campo e ci diede una lezione molto dura, sottolineando tutti i nostri errori e che non avevamo corso abbastanza. Fu una strigliata di successo, perché da quel momento in poi non perdemmo più nessuna partita». Mou è un duro, come Capello e come i tackle di Walter Samuel: The Wall.

Fonte: Leggo - F.Balzani

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