Rassegna Stampa

Sara' un caso ma chi parla di stadio dell'AS Roma non viene piu' eletto...

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-08-2013 - Ore 11:31

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Sara' un caso ma chi parla di stadio dell'AS Roma non viene piu' eletto...

Il prossimo 19 agosto saranno 8 mesi dall'ultima conferenza stampa sul progetto dello stadio dell'AS Roma. Era una sera fredda di dicembre e a Trigoria fummo convocati per un press meeting con diretta da Orlando (Florida) dove il presidente James Pallotta e l'ad di Parsitalia (il costruttore romano Luca Parnasi) raccontarono di aver stretto un accordo per la costruzione del nuovo impianto giallorosso. Era presente a Trigoria anche l'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, tutto sorridente, che prometteva di tutto e di più anche perchè si era già in campagna elettorale (anche se non sapeva che il suo avversario sarebbe stato il medico ligure Ignazio Marino). A pensarci bene questo stadio non porta bene ai boss della politica capitolina/laziale. Già con la Rosella Sensi (ex presidente del club capitolino) Alemanno e il governatore di allora della rewgione Lazio (Marrazzo) si spellarono le mani di fronte al video dello stadio "Franco Sensi". Poche settimane dopo Marrazzo si sarebbe dimesso travolto dallo scandalo di via Gradoli. Adesso è stato il turno di Alemanno, travolto dal centro-sinistra (appena 40% di consensi). Ci viene il dubbio che chi prova a parlare positivamente di questo stadio venga colpito da una strana e singolare maledizione. Sarà per questo, forse, che sia Zingaretti che Marino, fanno orecchie da mercanti alle "sirene" giallorosse? C'è da pensare effettivamente di sì. Una sorta di maledizione strisciante che colpisce solo il mondo della politica. E intanto sono passati quasi otto mesi senza sapere realmente cosa succederà. L'unica novità è l'operazione editoriale di Parsitalia Media che è intenzionata ad acquisire lo storico quotidiano generalista "Paese Sera", da tempo in sofferenza. Sarà prodromica alla costruzione dello stadio? Chissà!

Nel frattempo ripubblichiamo il nostro editoriale del 19 dicembre scorso. Da quel giorno, ripetiamo, nulla più, come al solito -quando di parla di stadi. Perchè alla fine gli stadi costano e non si capisce mai chi debba pagare in Italia per mettere la malta sul mattone. 

 

 

 

Fonte: Sporteconomy - Massimo Lucchese

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