Rassegna Stampa

Satellite a Mediaset, digitale a Sky. E poi scambio

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-06-2014 - Ore 08:11

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Satellite a Mediaset, digitale a Sky. E poi scambio

Nel pasticciaccio brutto dell’asta per i diritti tv della Serie A 2015-2018 c’è una partita che si gioca su più tavoli e ci sono mosse che riverberano i loro effetti sul futuro stesso delle pay tv in Italia. Dopo aver perso clamorosamente la Champions, conquistata da Mediaset per 690 milioni a stagione, Sky aveva deciso di puntare tutto sul campionato. Peccato però che pur avendo offerto più della concorrenza per i pacchetti principali, ora rischi di rimanere con un pugno di mosche in mano, visti i dettami in tema di posizione dominante. Lega e Infront non parlano, Antitrust e Agcom vigilano con discrezione, tuttavia le voci si rincorrono e nelle ultime ore è filtrata un’ipotesi inattesa.

Premessa Paradossalmente i due broadcaster in guerra hanno presentato le buste migliori sulla piattaforma del rivale: nel pacchetto A (base d’asta 274 milioni medi annui), destinato al satellite, Mediaset si è spinta sino a 350 milioni, appena sotto Sky, a quota 357; nel pacchetto B (stessa base di 274 milioni), destinato al digitale terrestre, Sky ha sbancato con 422 milioni, con Mediaset (280) che si è fatta superare pure da Fox (400). In entrambi i casi Sky ha offerto di più ma Lega e Infront avevano concepito il bando nell’intenzione di assegnare a due soggetti diversi i due pacchetti- principe, quelli con 4 delle 5 big (Juve, Milan, Inter, Napoli) e 8 squadre in tutto per un totale di 248 partite, in modo da tenere vivo il mercato ed evitare di dover trattare in futuro con un monopolista. In fase di stesura, Antitrust e Agcom avevano suggerito una vendita per piattaforma e non per prodotto richiamandosi all’articolo 9 comma 4 del Decreto Melandri: «È fatto divieto a chiunque di acquisire in esclusiva tutti i pacchetti relativi alle dirette».

Ipotesi Lunedì l’assemblea di Lega si pronuncia (servono 15 voti): sembra escluso l’annullamento del bando, pure possibile per l’assenza di offerte per Internet. I quattrini sul piatto sono tantissimi e diversi club non intendono rinunciarvi. E allora si starebbe facendo largo l’idea di assegnare un pacchetto a Sky e l’altro a Mediaset, ma con un colpo a sorpresa. Per massimizzare i ricavi, alla prima andrebbe il pacchetto del digitale e alla seconda quello del satellite. Siccome non si può stravolgere la vita di milioni di abbonati, costretti a quel punto a migrare da una piattaforma all’altra, le authority avrebbero espresso informalmente la disponibilità a consentire a chi acquisisce i diritti la cessione a terzi, cioè la sublicenza, vietata per la Serie A ma possibile, per esempio, per la Champions. Insomma, Sky e Mediaset si aggiudicherebbero i diritti sulle piattaforme altrui e poi se li scambierebbero. A patto che ci sia un accordo tra i broadcaster: al tavolo delle trattative potrebbe entrare la stessa Champions.

Record La Lega porterebbe a casa 772 milioni e, assegnando il pacchetto D (scontri diretti in esclusiva tra le altre 12 squadre) a Mediaset che ha offerto 306 milioni, arriverebbe a 1078 milioni, più di quanto percepisce attualmente contando pure estero, Coppa Italia, chiaro. Secondo alcuni, però, quella busta è irricevibile: Mediaset l’avrebbe condizionata all’ottenimento del pacchetto A o B. Di sicuro, se il Biscione prendesse tutto il campionato e a Sky restasse meno di ciò che trasmette ora, Murdoch porterebbe tutti in tribunale contestando la cosiddetta «no single buyer rule». Insomma, un bel casino.

Fonte: GASPORT (M. IARIA)

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