Rassegna Stampa

Scampato pericolo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-12-2015 - Ore 07:16

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Scampato pericolo

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Dove non arrivano l’american way del presidente Pallotta, le plusvalenze a doppio taglio del direttore sportivo Sabatini, l’amministrazione dei numerosi dirigenti e il (non) gioco di Rudi Garcia arriva, per fortuna della Roma, il Barcellona di Luis Enrique e Ter Stegen. I giallorossi passano il turno di Champions (per miglior scontro diretto con il Bayer) perché il Barcellona pareggia a Leverkusen e il portiere salva tutto al 91’, con un miracolo inversamente proporzionale alla «papera» che costò il gol da centrocampo di Florenzi quando la Roma pareva una squadra di calcio. Era il 16 settembre e sembra passato un secolo. AI vecchio Lucho rinfacciavano la sconfitta nel preliminare di Europa League contro lo Slovan Bratislava (25 agosto 2011), ma ha rimborsato con profumati interessi: gli ottavi di Champions valgono tra i 12 e i 14 milioni di euro. 
Il problema della Roma è come arrivarci, a marzo, senza uscire massacrata di fischi da un pubblico che l’ha sostenuta per 94’, rincuorando Dzeko perché ha visto in lui un uomo vero anche se ieri ha sbagliato l’ennesimo gol facile, e ha protestato solo alla fine. L’annuncio dello stadio «La Roma è agli ottavi di Champions League» è stato coperto dagli ululati, come era giusto che fosse. Questa società ha reciso il cordone ombelicale con la sua gente. Ieri c’erano allo stadio 6.415 paganti e sono stati eroici, perché hanno sofferto l’indicibile e alla fine non hanno potuto nemmeno godere. In altri gironi, in altre edizioni, con 6 punti non si andava nemmeno in Europa League. 
Il presidente Pallotta, però, è su un’altra lunghezza d’onda: «Questi ragazzi stanno facendo un percorso di crescita, stanno crescendo passo dopo passo. Meritano un palcoscenico più importante, meritano un altro pubblico. Bisogna smetterla di gettare fango». 
Il Bate Borisov, una squadra con il monte stipendi che la Roma spende per due giocatori, ha giocato la partita che voleva. Accorta per un’ora e poi rischiando tutto. La Roma è stata salvata da un miracolo di Szczesny, che ha levato dalla porta un gol già fatto, e ha giocato il finale di gara terrorizzata. 
Il primo segnale sbagliato era arrivato fin dal riscaldamento, quando Garcia aveva messo in formazione Gervinho, che già a Torino era uscito dopo soli 20’. L’ivoriano ha detto no prima che la gara iniziasse ed è stato sostituito (ma non nella formazione già stampata dall’Uefa) da Iturbe [...]

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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