Rassegna Stampa

Scandalo Qatar 2022 «Fornitura di gas in cambio del voto»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-06-2014 - Ore 08:37

|
Scandalo Qatar 2022 «Fornitura di gas in cambio del voto»

E se fosse davvero l’inizio della fine? Neanche nel 2002 — con lo scandalo dei fondi Isl che fece tremare Zurigo — la Fifa s’era trovata in questa bufera. Se adesso anche l’Economist e il New York Times attaccano, se gli sponsor pretendono chiarimenti, se il Sunday Times aggiunge rivelazioni che lasciano intendere una trama politica internazionale dietro Qatar 2022, qualcuno, da Blatter in giù, prima o poi dovrà dare una risposta. Ma quale? Sunday Times Intanto il Sunday Times scatena la seconda ondata di documenti compromettenti, cominciando — logico — a separare il filone Qatar 2022 dalle presidenziali 2011 (che Bin Hammam voleva «comprare» a colpi di mazzette). Lo stesso Bin Hammam avrebbe fatto da intermediario tra Qatar e Thailandia per una fornitura di gas a prezzi scontati in cambio del voto per il 2022 (e se fosse per la sua elezione invece?). Non solo: dopo il voto, Beckenbauer sarebbe stato invitato in Qatar con i capi di una compagnia di esportazione del gas, e si sa che la Germania (come la Francia) ha interessi geopolitici nel Golfo. Infine, il comitato di Qatar 2022 avrebbe incontrato Blatter, Platini e altri della Fifa.

Nyt-Economist Durissimi gli editoriali di Economist e New York Times. Il settimanale britannico scrive che Blatter «è uno dei mediocri che comandano » e che per il calcio «sarebbe meglio liberarsi di lui, anche se questo non risolverebbe i problemi strutturali della Fifa». Per il quotidiano americano «la corruzione Fifa è stata per così tanti anni un segreto così scoperto che nuove rivelazioni provocano giusto un roteare di occhi piuttosto che indignazione. Dovrebbe essere abolita». E, citando lo scrittore uruguayano Galeano, conclude: «Ci sono dittatori visibili e invisibili. La struttura di potere del calcio internazionale è monarchica. È il regno più segreto del mondo ». Sponsor e indagini Anche i mega sponsor sono preoccupati dalla crisi dell’immagine della Fifa. L’Adidas (contratto fino al 2030) chiede per le indagini «priorità assoluta». La Sony pretende che «la Fifa rispetti etica, integrità e fair play». La Visa sollecita «reazioni appropriate». Tutti in attesa della relazione di Michael Garcia, l’investigatore indipendente nominato nel 2012 per indagare su Qatar 22 e Russia 18: Garcia, ex pg di New York, parlerà al Congresso, ma ha già spiegato che il suo lavoro «non terrà conto delle rivelazioni del Sunday Times».

Qatar e Diego E il Qatar? Continua a negare che Bin Hammam abbia avuto un ruolo per il 2022. Ma, nel caso di revoca, difficilmente potrà rivolgersi a un tribunale civile svizzero: sarebbe il Tas di Losanna a decidere. Non poteva mancare Maradona che, da Abu Dhabi, denuncia: «Dentro la Fifa ci sono enormi bustarelle ed è un peccato che ex calciatori come Platini si siano arresi a tutto questo». E domani a San Paolo comincia il Congresso: primo confronto Blatter-Platini?

Fonte: GASPORT (F. LICARI)

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom