Rassegna Stampa

Scintille De Rossi-Mandzu: «Muto, zingaro»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-01-2016 - Ore 06:59

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Scintille De Rossi-Mandzu: «Muto, zingaro»

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Allo Juventus Stadium non è più tempo di violini, ma di grancassa. Quanto basta – almeno all’apparenza – per marchiare ancora una volta il calcio italiano come brutto, sporco e cattivo. Attori protagonisti stavolta sono Mario Mandzukic e Daniele De Rossi, con quest’ultimo che – secondo quanto si legge nei labiali delle tv – dice al croato: «Stai muto, zingaro di merda». È il minuto 30 del primo tempo e l’attaccante è a terra e si sta lamentando con l’arbitro dopo che questi non gli ha assegnato una punizione per l’intervento di Manolas. Ma perché il capitano della Roma entra nel colloquio? Stop. Macchina indietro. A inizio partita, causa un pestone a palla lontana del giallorosso allo juventino, c’erano già state scintille tra De Rossi e Mandzukic, con Banti che aveva deciso di intervenire ammonendo Daniele e fischiando una punizione dal limite. Da quel momento i due giocatori si guarderanno in cagnesco per tutta la partita, anche quando nella ripresa toccherà al croato essere ammonito dopo una manata a Rüdiger, con cui lo juventino poi parlerà con la mano sulla bocca (cosa gli avrà detto?) [...] polverone del web spicca l’intervento di Luca Di Bartolomei, figlio dell’indicato capitano giallorosso Agostino. «L’insulto di De Rossi fa schifo, si vergogni. I commenti sulla partita li lascio a voi, ma qualcuno a giugno se ne prenda la responsabilità». Allegri glissa («I giocatori in campo si dicono tante cose»), Spalletti lo difende: «Vorrà dire che insegneremo a Daniele a mettersi le mani davanti alla bocca. Mandzukic ci ha preso per il culo per dieci minuti. Quando si è sotto tensione evidentemente ci si dimentica di alzare la mano». Assai più duro invece Nicchi, presidente dell’Aia: «Questi episodi sono pericolosi. Quando si assume il ruolo di personaggio pubblico e si è visti soprattutto dai giovani, bisogna dare esempi positivi. Mi domando: e se lo facesse un arbitro? Anche noi abbiamo i nervi tesi. Dico che bisogna cercare di controllare i propri impulsi»

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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