Rassegna Stampa

Scommesse,fango su Bruno Conti

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 20-12-2013 - Ore 08:02

|
Scommesse,fango su Bruno Conti

Il fango cade anche sull’ex calciatore campione dei mondiali ’82, Bruno Conti. Uno scambio di sms con l’indagato Luigi Sartor, già ampiamente chiarito dall’attuale dirigente dell’As Roma il 13 settembre 2012 in Procura federale, finisce a giugno 2013 nell’informativa alla Procura della Repubblica di Cremona: quei «contatti potrebbero assumere un interessante risvolto investigativo». Forse dietro c’è solo una mancanza di comunicazione tra i due uffici investigativi, ma di fatto gli inquirenti rimettono sotto la lente Conti, che per la stessa Procura federale non aveva compiuto neanche un illecito sportivo.
È il capitolo 16 dell’informativa, quello che torna a riproporre accuse già cadute. Scrivono gli investigatori: «Si richiamano le conclusioni rassegnate da questo ufficio, in data 25 settembre 2012», quindi 12 giorni dopo i chiarimenti di Conti al procuratore federale Stefano Palazzi, «laddove venivano evidenziati i contatti, in data 26 febbraio 2011, tra l’indagato Sartor, appartenente al “gruppo dei bolognesi” ed una utenza intestata all’As Roma (…) in uso a Conti, ex calciatore, attuale dirigente dell’As Roma». Si tratta di 59 fra sms e telefonate che vanno dal 9 dicembre 2010 al 28 maggio 2011. Secondo gli investigatori, il 26 febbraio 2011 Sartor, oltre a dialogare con Conti, «manteneva sistematiche relazioni telefoniche, sin dalle prime ore del mattino con un’utenza cinese (successivamente risultata in uso all’indagato Luca Burini) e con l’utenza singaporiana in uso all’asiatico Pho Hock Keng (attualmente ricercato, ndc)» che, tra l’altro, lo stesso giorno, Sartor «aveva prelevato presso l’aeroporto di Malpensa, in arrivo da Singapore».
Conti, dunque, finisce in questo «sistema» già ampiamente noto anche alle cronache e per il quale fu ascoltato in Procura federale il 13 settembre 2012. «Non ho mai incontrato Luigi Sartor», spiega il campione del mondo, affermando che «mi ha solo chiamato chiedendomi se potevo far effettuare un provino ad un giovane giocatore straniero». Dichiarazioni, dunque, che smontarono il castello accusatorio. Sembra strano, però, che a distanza di circa un anno la vicenda torni ad «assumere un interessante risvolto investigativo» senza che però siano portati nuovi elementi a supporto di questa tesi.
Stessa cosa potrebbe dirsi per le accuse mosse all’altro campione del mondo, Rino «Ringhio» Gattuso, finito anche lui nel calderone giudiziario di questo quarto filone sul calcioscommesse. Il calciatore è accusato di essere stato il «contatto» del faccendiere Francesco Bazzani e Franco Spadaro per manipolare gli incontri del Milan. Nel mirino ci sono Milan-Lazio del primo febbraio 2011 (0-0), Chievo-Milan del 20 febbraio, Milan-Bari del 13 marzo (1-1) e Milan- Cagliari del 14 maggio (4-1). Gli elementi per «inchiodare» il calciatore, processarlo ed eventualmente condannarlo per il reato di frode sportiva, sono decisamente pochi. A partire dal fatto che difficilmente uno o due soli calciatori possano cambiare l’esito di un’intera partita con in campo 22 giocatori. Secondo gli atti della Procura, Gattuso è contattato da Bazzani per sette volte attraverso sms. Messaggi in entrata sul cellulare del campione del mondo cui, però, non risponde mai.
Conversazioni, però, Bazzani le ha con Salvatore Piperi, intimo amico di «Ringhio». Tuttavia, decisamente poco per affermare che il calciatore abbia «manipolato» o tentato di manipolare le partite di calcio. C’è da dire, però, che dopo l’sms inviato da Bazzani a Gattuso del 25 febbraio, seguono altri che il faccendiere invia a una serie di personaggi, tra i quali l’ex calciatore Beppe Signori (a capo del gruppo di scommettitori dei «bolognesi») e a un’agenzia di scommesse. Insomma, se non si parla di manipolazione di partite forse si potrebbero ipotizzare le scommesse, anche per il campione del mondo, facendo così venire meno l’illecito penale ma non quello sportivo.
A supporto della mancanza di prove per Gattuso, poi, c’è la partita Milan-Bari del 13 marzo terminata 1 a 1. Scrive il gip di Cremona: «Il fatto inquietante sono proprio i contestuali contatti di Bazzani con Piperi e Gattuso, che fanno ritenere che la partita, in cui la vittoria del Milan sarebbe stata di notevole rilevanza, vedesse un possibile coinvolgimento anche di quest’ultima squadra». Tuttavia lo stesso magistrato ritiene che «si tratta di una partita che è stata quantomeno oggetto di un tentativo di manipolazione», oltre a usare diversi «è plausibile» riferito a «interpretazioni» di telefonate e di incontri, non tanto con Gattuso (che riceve solo un sms) ma ad altri personaggi che gravitano attorno a questa squallida vicenda, come l’ex capitano del Bari Bellavista, Erodiani e Signori. E c’è di più, perché non è dato sapere a cosa dovesse esattamente servire Gattuso, se la cricca puntava a un Over 3 mezzo, ossia almeno 4 gol segnati.

Fonte: Il Tempo – Cimmaruti

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom