Rassegna Stampa

Scuola Roma, boom di richieste

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-06-2014 - Ore 09:39

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Scuola Roma, boom di richieste

 La Roma ha iniziato a progettare il proprio futuro. Niente calciomercato, siete fuori strada, qui si lavora sui sogni per farne campioni.

Sono già oltre 500 le richieste di iscrizione alla Scuola Calcio del club. L’obiettivo della società è di toccare quota 1.500. Una Scuola Calcio As Roma è un evento, è un qualcosa che si perde nella notte dei tempi, c’è chi dice che la prima volta risalga a una cinquantina d’anni fa, sulla pozzolana dell’epoca. “I ragazzi di Fulvio”, si chiamava così il primo esperimento. Campi diversi – adesso sono quelli in erba sintetica e naturale del centro sportivo Giulio Onesti, all’Acquacetosa – ma passione identica, quella dei bambini, e – perché no – anche quella dei dirigenti della Roma. Qui i soldi non c’entrano o c’entrano di sguincio, molto relativamente.

I soldi sono quelle delle iscrizioni dei bambini che vanno dal 2003 al 2009 (ma a condizione, avvertono in società, che abbiano già compiuto 5 anni). Per partecipare si paga una quota di 850 euro, che oltre al corso – tre allenamenti settimanali per la maggior parte delle categorie – prevede la consegna del kit Nike. Lo stesso della prima squadra, anche se logicamente “in miniatura”. Il materiale sportivo, l’abbigliamento, non sarà restituito a fine stagione, come è consuetudine presso parecchi club dilettantistici. Resterà di proprietà del bambino. No, qui i soldi non c’entrano, appunto. Perché questa della Roma sarà un’autentica accademia che altrove costerebbe molto ma molto di più degli 850 euro richiesti. Un’accademia. Una sorta di college. C’è un numero chiuso – al massimo 300 iscrizioni, info a scuolacalcio@asroma.it o allo 06.92926621 – e ci sarà quindi una selezione, che partirà il 30 giugno. Tre saranno gli aspetti sotto esame: il valore tecnico, quello atletico e persino l’andamento scolastico. Non si scherza, la Roma pretenderà una fotocopia della pagella. Dal punto di vista del potenziale tecnico e atletico, i bambini saranno valutati direttamente dai preparatori atletici di Trigoria, in missione semi permanente al Giulio Onesti. Roba seria, ma anche roba sensibile, roba impegnata.

Alcuni moduli della Scuola Calcio saranno destinati al calcio per i diversamente abili. In fondo ci si allena e si gioca all’interno di un centro sportivo del Coni, ed è perfetto intraprendere al suo interno delle iniziative sociali che coniugano cuoio e vita vera. Il profitto, dunque, è davvero una questione relativa. Tanto che sono state previste delle borse di studio che azzereranno i costi di iscrizione per i ragazzini meno abbienti e più meritevoli. Il principio è semplice, è umano, è giusto: se un bambino sogna di vestire la maglia della Roma, e se l’è guadagnata a scuola e sul campo, allora non c’è 730 che tenga.

Dietro pare ci sia l’imprimatur della proprietà americana, che intende così offrire un servizio d’eccellenza ai bambini della Capitale, diventando un polo d’aggregazione, un punto di riferimento per una generazione che crescerà sempre più romanista. Questa è la filosofia di fondo. La società entrerà dentro la Roma dei baby, la città dei piccoli, regalando loro la possibilità di indossare sul petto la lupa, i nostri colori, la Roma stessa.

Dietro a questo progetto c’è quel «C’è solo l’As Roma» di un magico derby stravinto nel ’94 per 3-0. «Questo progetto – ha spiegato infatti una decina di giorni fa il dg Mauro Baldissoni, che della proprietà americana è il primo referente – rappresenta un tassello importante di un programma più vasto che mira ad intensificare la presenza della Roma nella propria città. L’obiettivo non è solo quello di formare giovani calciatori, ma anche di perseguire finalità legate alla responsabilità sociale. Dopo l’istituzione di AS Roma Academies in collaborazione con consolidate realtà calcistiche nel territorio cittadino, proseguiamo nel percorso di costruzione di una metodologia tecnico-formativa che sia anche costitutiva dell’identità del club».

Fonte: il romanista (D. Galli)

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