Rassegna Stampa

Se il gioco si fa duro, colpiscono noi

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-04-2014 - Ore 08:49

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Se il gioco si fa duro, colpiscono noi

Un intuito premonitore mi aveva spinto domenica a registrare Cagliari–Roma. Non avrei mai immaginato però che la segreta speranza di poter immortalare una vittoria in terra sarda, assente da 19 anni, potesse trasformarsi in un documento che decreta l’affossamento della giustizia sportiva. Ho visto e rivisto decine di volte il supposto atto di violenza di cui si sarebbe macchiato Mattia Destro con occhio spogliato dal tifo.

C’è da rimanere esterrefatti al cospetto del vergognoso processo mediatico, corredato pure dalla scontata sentenza di tre giornate di squalifica, costruito sul nulla. Tuttavia era bastato a costringere lo spaventato procuratore Tosel ad indossare precipitosamente le vesti di Ponzio Pilato che si lava le mani nel catino della prova tv. Non c’è un complotto nei confronti della Roma, esiste qualcosa di molto più grave. Si consente alle schegge impazzite a tutti i livelli, sia della giustizia sportiva che del settore dell’informazione scritta e parlata, di colpire il bersaglio preferito individuato nei colori giallorossi. Tutto questo ha una spiegazione. Il campionato è giunto al punto cruciale in cui il gioco si fa duro. È il Momento di offrire la “stampella” definitiva alla vecchia signora. I valletti trionfanti si mettono in fila per “riscuotere” un posto in tribuna d’onore dello Juventus Stadium nel giorno dello scudetto che sentono di appartenere anche ad essi. Fra tanto squallore, va sottolineato l’intervento del direttore di Sky sport Fabio Caressa il quale dalla sua autorevole tribuna ha ammonito il governo del calcio sul rischio che sta correndo la credibilità della giustizia sportiva. Egli ha vanificato la prova tv , quando in palese contrasto con le decisioni dell’arbitro il quale ha visto e già sanzionato con un normale calcio di punizione, auspicando l’uso della moviola che aprirebbe un discorso più logico. Il direttore ha offerto ampia materia di riflessione alla corte federale, chiamata al rispetto della giustizia vera. Personalmente sono inorridito. Non ho bisogno neppure della moviola rivedendo le immagini dell’episodio per capire che si sta offendendo la verità. Come il sottoscritto, moltitudini di persone oneste amanti del calcio di qualunque colore, stasera indirizzeranno un messaggio di solidarietà al giovane arbitro internazionale Massa, offeso, deriso e smentito da improbabili tutori della giustizia. Oltre al popolo romanista, dovrebbe sollevarsi la ribellione dell’intera classe arbitrale. Almeno di quelli che hanno rifiutato la tessera bianconera!

Fonte: IL ROMANISTA - BIANCHINI

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