Rassegna Stampa

Se l’adrenalina è un buon segno

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-02-2014 - Ore 07:50

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Se l’adrenalina è un buon segno

Adrenalina da vittoria. O da vittoria che stava per sfumare. Sta di fatto che, sabato sera, dopo il fischio finale di Massa, parecchi giocatori della Roma non riuscivano proprio a sorridere. E sono stati necessari due, tre, quattro minuti per ritrovare la serenità, per scaricare la tensione e, quindi, per filare a far festa sotto lo spicchio di stadio che ospitava i tifosi arrivati dalla capitale. Ci sono le immagini tv, oltre ai ricordi, che possono testimoniare quanto la squadra (o parte della squadra) fosse nervosa per quell’occasione regalata al Bologna, colpo di testa di Lazaros, a pochi secondi dalla fine. Un’opportunità che, se sfruttata, avrebbe vanificato gli sforzi e tolto due punti alla classifica. Vista la palla sfilare al di là del palo alla destra di De Sanctis, ad esempio, De Rossi ha smoccolato contro tutto e tutti coloro che non avevano difeso come avrebbero dovuto. Benatia era intrattabile anche dopo che la vittoria era stata garantita dal triplice fischio e lo stesso De Sanctis, prima di andare a esultare sotto la curva, non aveva mancato di prendere da una parte un compagno che sbagliando una giocata facile facile in attacco aveva dato il la all’azione finale del Bologna. Adrenalina da vittoria, come detto. Buon segno, tutto questo. Perché certi segnali arrivano soltanto quando si è convinti di esser forti e che, perciò, è (sarebbe) assolutamente vietato sbagliare anche la minima mossa. La prova che la Roma crede ancora profondamente nelle proprie possibilità, al di là del distacco dalla Juventus. Ragionano da grande squadra, gli uomini di Rudi Garcia, e per questo i chiarimenti sul campo dell’altra sera devono solo essere interpretati come la voglia di non molare e di migliorarsi continuamente. Solo che c’è stato ieri chi tutto questo non l’ha capito o ha fatto finta di non capirlo, al punto di creare le premesse per una lite tra Benatia e Nainggolan, peraltro legati da un’amicizia istantanea per via della lingua parlata, il francese. I due, e anche in questo caso c’è la tv a dimostrarlo, a fine partita hanno a lungo parlato, non discusso o litigato, eppure è venuta fuori la chiacchiera di una lite.

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E su twitter si è scatenata la voglia di verità. Ha cominciato Benatia, ieri a Udine per seguire la sua ex squadra contro l’Atalanta. «È assurdo e vergognoso che la gente pensi che io abbia discusso con Nainggolan. È totalmente falso e, anzi, faccio i complimenti a Radja per il suo primo gol con la maglia della Roma. Un gol che ci ha permesso di vincere una partita importante anche se non siamo stati perfetti». E la replica del belga. «Veramente a volte la gente si inventa certe cose». Benatia, come detto, sabato sera era uno dei più incavolati (lo stesso De Rossi ha dovuto tranquillizzarlo…) confermando che, come sostiene Garcia, è un giocatore di grande personalità, al quale il francese non a caso ha affidato la terza fascia di capitano. E in una squadra realmente ambiziosa, come la Roma, gente di personalità non guasta mai, a patto che i rapporti tra compagni – anche quando si discute – siano sempre all’insegna della correttezza. Come accaduto a Bologna.

Fonte: IL MESSAGGERO - FERRETTI

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